Gli stambecchi ai piedi del Monte Rosa
Gli stambecchi ai piedi del Monte Rosa
Tra gli incontri più emozionanti che la natura può regalare a Macugnaga c’è quello con lo stambecco alpino. In alcuni periodi dell’anno questi magnifici abitanti delle alte quote scendono sui versanti più bassi, offrendo la possibilità di osservarli nel loro ambiente naturale, sullo sfondo delle cime del Monte Rosa.
In primavera scendono verso valle
Lo stambecco è perfettamente adattato alla vita in alta montagna, ma con la fine dell’inverno può spostarsi verso quote inferiori. Quando la neve comincia a ritirarsi, sui pendii esposti al sole compare infatti la prima vegetazione fresca, particolarmente importante dopo i lunghi mesi invernali.
Per questo, soprattutto in primavera, non è insolito incontrare gruppi di stambecchi relativamente vicino al fondovalle. Con l’avanzare della stagione e l’aumento delle temperature gli animali tendono poi a risalire progressivamente verso pascoli e ambienti rocciosi d’alta quota.
Il signore delle rocce
Lo stambecco alpino (Capra ibex) è uno degli animali più rappresentativi delle Alpi. Il corpo robusto e gli zoccoli perfettamente adattati alla roccia gli permettono di muoversi con sorprendente sicurezza su pendii ripidi, cenge e pietraie.
I maschi adulti sono facilmente riconoscibili per le grandi corna arcuate, robuste e caratterizzate da evidenti nodosità, che possono raggiungere dimensioni notevoli. Le femmine sono generalmente più piccole e possiedono corna molto più corte e sottili.
Branchi, femmine e piccoli
Gli stambecchi sono animali sociali, ma la composizione dei gruppi cambia durante l’anno. Per buona parte delle stagioni i maschi adulti possono formare gruppi separati, mentre femmine e giovani vivono spesso insieme.
I piccoli nascono generalmente tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate e imparano molto presto a seguire le madri sui terreni rocciosi. Osservarne l’agilità è affascinante, ma proprio in presenza dei piccoli è particolarmente importante mantenere le distanze.
Dove osservarli a Macugnaga
Uno dei luoghi dove, nel periodo favorevole, è possibile incontrare gli stambecchi si trova nella zona di Pecetto, lungo il percorso che risale la valle sulla destra orografica del torrente Anza.
Dal paese bastano circa 15 minuti di cammino per raggiungere le prime zone frequentate dagli animali, con un dislivello contenuto. Naturalmente la loro presenza non è mai garantita: gli stambecchi sono animali selvatici e si spostano liberamente all’interno del territorio.
Le ore più tranquille della giornata, in particolare il primo mattino, possono offrire maggiori possibilità di osservazione e permettono di vivere questo ambiente con maggiore silenzio e discrezione.
Osservarli nel modo giusto
Gli stambecchi possono apparire meno diffidenti di altri ungulati alpini, ma questo non significa che siano animali domestici o che possano essere avvicinati. Sono e devono rimanere animali selvatici.
Per osservarli e fotografarli è bene fermarsi a distanza, muoversi lentamente e parlare a bassa voce. Un binocolo o un teleobiettivo consentono di ammirarli senza interferire con il loro comportamento naturale.
Un incontro da vivere con rispetto
Per proteggere gli animali e vivere l’esperienza nel modo migliore:
- mantenere sempre una distanza adeguata;
- non inseguire gli animali per fotografarli;
- non cercare di toccarli o avvicinarli;
- non offrire mai cibo;
- evitare rumori, grida e movimenti improvvisi;
- prestare particolare attenzione in presenza di femmine con piccoli.
Una storia di tutela
La presenza dello stambecco a Macugnaga è strettamente legata alla storia della tutela faunistica del territorio. Nel 1969 venne istituita l’Oasi Faunistica di Macugnaga, estesa per circa 3.000 ettari nella testata della valle.
Nell’ambito del progetto di protezione e ripopolamento furono introdotti nell’area alcuni esemplari provenienti dal Parco Nazionale Gran Paradiso, territorio che ha avuto un ruolo fondamentale nella conservazione dello stambecco sulle Alpi.
Da allora lo stambecco è diventato una delle presenze più caratteristiche dell’ambiente naturale di Macugnaga e uno dei simboli della sua fauna alpina.
Il privilegio non è arrivare più vicino, ma poterli osservare liberi nel loro ambiente.