Bannio e Pontegrande: borghi, ponti e antiche vie

Bannio e Pontegrande: borghi, ponti e antiche vie

Bannio e Pontegrande: borghi, ponti e antiche vie

Due nuclei della Valle Anzasca raccontati attraverso ponti, mulattiere e antichi percorsi: luoghi nati e cresciuti lungo vie percorse per secoli.

A prima vista Pontegrande e Bannio possono sembrare due borghi distinti, uno lungo il fondovalle e l'altro adagiato più in alto sul versante. In realtà la loro storia è strettamente legata alle vie di comunicazione della Valle Anzasca: ponti, mulattiere e percorsi pedonali che per secoli hanno collegato paesi, alpeggi e vallate vicine.

Pontegrande, un nome che racconta il luogo

Qui il nome non lascia molti dubbi. Pontegrande è da sempre un punto di attraversamento dell'Anza e un nodo importante lungo l'asse principale della valle.

Il grande ponte che caratterizza l'abitato fu costruito nel 1858. Con le sue cinque arcate sostituì precedenti attraversamenti a schiena d'asino posti poco distante. Ancora oggi il ponte rappresenta molto più di un semplice collegamento stradale: segna uno dei punti nei quali si incontrano il percorso moderno della Valle Anzasca e le sue antiche vie.

Una curiosità

Per gli abitanti della zona Pontegrande è spesso semplicemente “Ponte”. Un'abbreviazione quotidiana che racconta bene quanto l'attraversamento dell'Anza sia diventato parte dell'identità stessa del paese.

La Pioda e il grande masso

Attraversando il ponte si incontra la località Pioda, uno dei punti più particolari di Pontegrande. Qui alcune costruzioni sorgono in stretta relazione con un grande masso erratico, testimonianza dell'antica azione dei ghiacciai che hanno modellato la valle.

Sul masso sorge anche la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, costruita nel XVII secolo. Il risultato è un piccolo nucleo nel quale geologia, architettura e storia locale sembrano quasi sovrapporsi.

Da Pontegrande a Bannio, prima della strada

Prima delle moderne strade carrozzabili, per raggiungere Bannio si percorrevano mulattiere e sentieri lastricati. Dalla zona della Pioda partiva uno dei collegamenti storici che saliva verso l'altopiano banniese.

Nel 1789 anche il naturalista e alpinista ginevrino Horace-Bénédict de Saussure, uno dei grandi protagonisti dell'esplorazione scientifica delle Alpi, percorse questa mulattiera durante il suo viaggio in Valle Anzasca. Nei suoi resoconti descrisse un passaggio particolarmente stretto, tanto da rendere difficoltoso il transito degli animali da soma carichi di merci.

Bannio, il borgo sull'altopiano

Al termine della salita il paesaggio cambia e si apre sull'altopiano di Bannio. Vie lastricate, case raccolte e scorci tra gli edifici conservano ancora oggi la dimensione di un antico centro di montagna.

La storia di Bannio affonda molto indietro nel tempo. Nei pressi dell'abitato furono infatti rinvenute nel Novecento sepolture di una necropoli datata tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., testimonianza di una frequentazione del territorio già in epoca antica.

Quando Bannio era il centro della Valle Anzasca

Per secoli Bannio ebbe un ruolo amministrativo di primo piano. Quando la Valle Anzasca era organizzata nelle antiche degagne, Bannio ne rappresentava il capoluogo e qui si riunivano gli organismi che amministravano gli affari comuni della valle.

Dal 1818 la Valle Anzasca divenne inoltre un Mandamento autonomo e la sede venne stabilita proprio nella frazione di Pontegrande. Il Mandamento fu poi soppresso nel 1924. Due borghi diversi, quindi, ma entrambi legati alla storia amministrativa dell'intera valle.

Sulle tracce della Stra’ Granda

Anche la storica Stra’ Granda della Valle Anzasca passa da Pontegrande. Era la grande direttrice che attraversava la valle prima della moderna viabilità e metteva in comunicazione i diversi paesi con il fondovalle ossolano.

Oggi parte di quelle antiche vie è diventata una rete escursionistica che permette di ritrovare, a piedi, il rapporto originario tra i paesi. Da Bannio è possibile ridiscendere verso Pontegrande lungo la Via delle Cappelle, mentre da Pontegrande la Stra’ Granda prosegue in direzione dell'alta Valle Anzasca.

Guardati intorno

Passeggiando tra Pontegrande e Bannio vale la pena osservare:

  • il ponte a cinque arcate sull'Anza;
  • il nucleo della Pioda e il grande masso erratico;
  • i tratti delle antiche mulattiere che risalgono il versante;
  • le vie lastricate e gli scorci del centro storico di Bannio;
  • il continuo incontro tra vie moderne e percorsi storici, una delle caratteristiche più interessanti di questo tratto della valle.

Bannio e Pontegrande raccontano una Valle Anzasca fatta di passaggi. Ponti per superare i torrenti, mulattiere per raggiungere i paesi e antiche vie per mettere in comunicazione comunità lontane: basta rallentare un poco per accorgersi che molte di quelle tracce sono ancora lì.