Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo
Bannio Anzino
Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo
Il cuore religioso di Bannio e uno dei monumenti più importanti della Valle Anzasca
Nella bella Piazza Monsignor Cocchinetti, nel centro storico di Bannio, sorge la Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo, antico punto di riferimento religioso della comunità e dell'intera Valle Anzasca.
Le sue origini sono molto antiche: una prima edificazione viene fatta risalire al pontificato di Alessandro III (1159-1181). Nel 1644 importanti lavori e rimaneggiamenti trasformarono l'edificio, conferendogli sostanzialmente la fisionomia attuale, articolata in tre navate, con la facciata rivolta a levante e il coro a ponente.
Una chiesa al centro della Valle Anzasca
Per secoli San Bartolomeo non fu soltanto la chiesa della comunità di Bannio. La sua importanza religiosa fece del paese uno dei principali punti di riferimento della vita spirituale della Valle Anzasca, luogo d'incontro per fedeli e comunità provenienti dai diversi centri della valle.
La storia della parrocchiale si intreccia così con quella delle confraternite, delle devozioni popolari e delle celebrazioni che hanno profondamente segnato la cultura religiosa e la vita comunitaria di Bannio.
Il grande campanile
Accanto alla chiesa si innalza il monumentale campanile alto 55 metri, una delle presenze architettoniche più riconoscibili di Bannio. La prima pietra della torre fu posta nel 1592 e il campanile, insieme alla parrocchiale, costituisce uno degli elementi monumentali di maggior rilievo del paese.
120 gradini permettono di raggiungere la torre campanaria. La sua mole domina da secoli i tetti del borgo e costituisce un punto di riferimento immediatamente riconoscibile nel paesaggio di Bannio.
Affreschi e pittura
L'interno custodisce un ricco patrimonio pittorico. I preziosi affreschi della cupola e delle pareti del coro sono opera di Lorenzo Peracino, mentre le decorazioni dei due catini e delle cappelle laterali furono realizzate dal pittore vigezzino Giuseppe Mattia Borgnis.
Tra le opere conservate nella chiesa si trova inoltre una raffigurazione di San Bartolomeo ispirata al celebre dipinto di Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto, il cui originale è conservato alle Gallerie dell'Accademia di Venezia.
L'altare maggiore e il Crocifisso fiammingo
Uno degli elementi più preziosi dell'interno è il magnifico altare maggiore in legno scolpito e laminato in oro, realizzato nel 1693 dai fratelli Maderno. La tradizione vuole che gli stessi artefici abbiano lavorato anche alla decorazione di altari di importanti chiese di Roma.
In una delle cappelle laterali è conservato un altro autentico tesoro: un grande Crocifisso in bronzo, espressione dell'arte fiamminga del Cinquecento. Alla qualità artistica dell'opera si accompagna una storia avventurosa ancora oggi in parte avvolta nel mistero.
I Santi Martiri Felice e Vincenzo
La parrocchiale custodisce anche i corpi dei Santi Martiri Felice e Vincenzo, provenienti dalle catacombe di San Lorenzo fuori le mura a Roma.
Le reliquie giunsero a Bannio nell'agosto del 1776 e da allora entrarono a far parte del patrimonio religioso e devozionale della comunità.
Confraternite e devozione popolare
La Chiesa di San Bartolomeo è strettamente legata anche alla storia delle confraternite di Bannio. Nel corso del Quattrocento queste associazioni religiose assunsero un ruolo sempre più importante nella vita spirituale e sociale delle comunità alpine.
Sul finire del XV secolo proprio nell'ambito della Parrocchiale di Bannio nacque la Confraternita di Santa Marta, destinata a diventare una presenza significativa nella vita religiosa locale.
La presenza della parrocchiale, della vicina Chiesa di Santa Marta e degli altri luoghi di culto del borgo testimonia ancora oggi la centralità che Bannio raggiunse nella storia religiosa della Valle Anzasca.
La Madonna della Neve e la “Nuvola”
Uno dei legami più suggestivi tra la parrocchiale e le tradizioni di Bannio riguarda la Madonna della Neve. Nella parte alta della chiesa viene custodito il busto della Vergine, collocato su un particolare supporto in legno dorato a forma di nuvola.
In occasione delle solenni celebrazioni della Madonna della Neve, strettamente legate alla Milizia Tradizionale di Bannio, la statua viene fatta scendere mediante un antico sistema e portata in processione verso il vicino Santuario della Madonna della Neve.
Al termine delle celebrazioni la Madonna ritorna nella parrocchiale e viene nuovamente innalzata verso la sua collocazione, accompagnata da una suggestiva pioggia di petali. È uno dei momenti più caratteristici della devozione banniese, nel quale fede, storia e tradizione comunitaria continuano a intrecciarsi.
La storia in breve
1159–1181
Al pontificato di Alessandro III viene fatta risalire la prima edificazione della chiesa.
XV secolo
Si sviluppano le confraternite; sul finire del secolo nasce la Confraternita di Santa Marta.
1592
Viene posta la prima pietra del monumentale campanile.
1644
Importanti lavori trasformano la chiesa, che assume la configurazione a tre navate.
1693
I fratelli Maderno realizzano il grande altare maggiore in legno scolpito e dorato.
1776
Giungono a Bannio le reliquie dei Santi Martiri Felice e Vincenzo.
Informazioni per la visita
Località: Bannio, Piazza Monsignor Cocchinetti
Apertura: durante le funzioni religiose