René Bruck, l’ingegnere che protesse Pestarena

René Bruck, l’ingegnere che protesse Pestarena

René Bruck, l’ingegnere che protesse Pestarena

Tecnico, direttore e uomo coraggioso: la storia di una delle figure più importanti della comunità mineraria dell’Oro del Monte Rosa.

René Bruck fu l’ingegnere che guidò la grande trasformazione novecentesca delle miniere d’oro di Pestarena. Il suo nome è legato alla modernizzazione degli impianti e all’aumento della produzione, ma nella memoria del paese rappresenta soprattutto qualcosa di più profondo.

Durante gli anni drammatici della Seconda guerra mondiale utilizzò la propria posizione, la conoscenza della lingua tedesca e il proprio coraggio per proteggere i lavoratori, evitare la deportazione di numerosi minatori e difendere l’intera comunità da una possibile rappresaglia.

⛏️ L’arrivo a Pestarena

René Bruck, ingegnere minerario di origine tedesca, arrivò in Valle Anzasca nel gennaio del 1937. Dopo avere esaminato lo stato dei lavori e le potenzialità del giacimento, elaborò un vasto programma di ricerca e riorganizzazione della miniera.

Il suo progetto convinse le autorità minerarie che fosse possibile aumentare rapidamente la produzione attraverso nuove esplorazioni, il miglioramento delle infrastrutture e una gestione più moderna dei lavori sotterranei.

⚙️ La trasformazione della miniera

Le ricerche condotte verso nord-ovest e sud-est permisero di individuare nuove colonne mineralizzate e altri filoni. Il Ribasso Morghen venne ampliato e sistemato, collegandolo direttamente al pozzo inclinato, anch’esso rimodernato.

Vennero inoltre perfezionati i sistemi di trattamento del minerale, con l’impiego della flottazione e della cianurazione dei concentrati. Gli interventi contribuirono a incrementare sensibilmente la produzione aurifera e accompagnarono Pestarena verso la fase più intensa della propria storia mineraria novecentesca.

Quando nel 1939 le miniere passarono sotto il controllo dell’Azienda Minerali Metallici Italiani, Bruck continuò a occuparsi soprattutto dei lavori sotterranei, mentre il dottor Alessandro Boni seguiva gli impianti destinati al trattamento del minerale.

👷 Un direttore vicino ai minatori

La riorganizzazione voluta da Bruck non riguardò solamente la produzione. L’ingegnere prestò particolare attenzione alle condizioni delle maestranze, introducendo accorgimenti tecnici per ridurre l’esposizione alle polveri responsabili della silicosi e promuovendo controlli sanitari periodici.

Negli anni della guerra il numero degli addetti aumentò notevolmente. A Pestarena arrivarono lavoratori provenienti da diverse regioni italiane e la miniera divenne, per molte famiglie, non soltanto una fonte di sostentamento ma anche una possibilità di protezione.

Le testimonianze ricordano Bruck come un direttore autorevole ma attento alle persone, capace di conoscere direttamente gli uomini impiegati nei diversi cantieri e consapevole dei pericoli affrontati quotidianamente nel sottosuolo.

🛡️ La miniera come protezione

Durante la Seconda guerra mondiale le miniere d’oro erano considerate attività di interesse strategico. Questa condizione permetteva a una parte degli operai impiegati nel sottosuolo di ottenere l’esonero dal servizio militare.

Bruck utilizzò le possibilità offerte dal proprio ruolo per mantenere al lavoro il maggior numero possibile di uomini. Le ricostruzioni storiche e le testimonianze locali ricordano che favorì nuove assunzioni e si adoperò affinché numerosi minatori non venissero inviati al fronte o deportati in Germania.

In quegli anni essere registrati come lavoratori di una produzione ritenuta indispensabile poteva significare la salvezza. Per questo Bruck non è ricordato soltanto come direttore della miniera, ma come un uomo che seppe utilizzare la propria posizione per difendere la vita dei suoi dipendenti.

🪙 L’oro nascosto nella montagna

Tra l’autunno del 1943 e l’estate del 1944, mentre la guerra raggiungeva la Valle Anzasca, la direzione mineraria decise di sospendere i normali trasferimenti del prodotto aurifero verso Milano.

Bruck e il dottor Alessandro Boni disposero che numerosi bidoni contenenti precipitato aurifero e alcuni lingotti venissero nascosti all’interno della miniera. Fu scelta una galleria cieca, indicata nelle testimonianze come Adit Acquavite. Il deposito venne protetto con putrelle di ferro, murato e cementato.

Quell’oro divenne successivamente protagonista di una vicenda complessa, intrecciata con la Resistenza, l’occupazione nazifascista e i tentativi di impedirne la requisizione. Non tutti i passaggi sono ricostruiti nello stesso modo dalle fonti, ma il ruolo della direzione mineraria nella sua iniziale messa in sicurezza è documentato.

🔥 Il giorno in cui Pestarena rischiò di essere distrutta

Nell’autunno del 1944, dopo la caduta della Repubblica partigiana dell’Ossola, le forze nazifasciste rioccuparono la valle. Secondo le testimonianze tramandate, una colonna armata si diresse verso Pestarena con l’intenzione di compiere una rappresaglia e incendiare il paese.

René Bruck intervenne personalmente. Grazie alla conoscenza della lingua tedesca e alla posizione ricoperta nella direzione di un’attività mineraria strategica, affrontò i militari cercando di fermarne l’avanzata.

Con lui agirono il parroco di Pestarena, don Giuseppe Soldani, e don Benedetto Galbiati, predicatore poliglotta. La loro mediazione riuscì a bloccare la colonna nei pressi delle gallerie di roccia situate di fronte al Morghen.

Pestarena non venne incendiata e i suoi abitanti furono risparmiati. È questo l’episodio che più di ogni altro lega il nome di Bruck alla memoria riconoscente del paese.

📜 L’ordine di liberazione degli operai

Nelle proprie memorie Bruck raccontò anche un viaggio compiuto a Milano il 17 ottobre 1944. Dichiarò di essere riuscito a ottenere dal generale tedesco Hans Ferdinand Leyers un ordine destinato ai comandi militari impegnati nelle operazioni in Ossola.

Secondo il suo racconto, il provvedimento disponeva la liberazione di migliaia di operai impiegati nelle industrie considerate necessarie alla produzione bellica. Anche molti minatori di Pestarena che avrebbero potuto essere destinati alla deportazione riuscirono così a salvarsi.

Questo episodio è riportato nelle memorie dello stesso René Bruck e viene quindi presentato come una sua testimonianza diretta, coerente con il ricordo conservato dalla comunità locale.

⚖️ L’amaro allontanamento da Pestarena

Alla fine della guerra, proprio le origini tedesche di Bruck alimentarono sospetti nei suoi confronti. Nel clima delle epurazioni del dopoguerra venne privato dell’incarico, nonostante le attestazioni di stima e le proteste della popolazione.

Anche i minatori si schierarono in sua difesa, arrivando, secondo le testimonianze raccolte, a scioperare contro il provvedimento. La mobilitazione non fu sufficiente: nel 1945 René Bruck lasciò la miniera e la Valle Anzasca.

Proseguì successivamente la propria attività nel settore minerario in Liguria, occupandosi anche della miniera di rame di Libiola e del recupero del metallo presente nei minerali più poveri.

📖 La memoria affidata a un libro

Il legame di Bruck con Pestarena non si interruppe con il suo allontanamento. Negli anni raccolse dati, fotografie, carte tecniche, ricordi e documenti sulla storia delle miniere aurifere italiane.

Questo materiale, ordinato anche grazie al lavoro di don Pietro Silvestri, confluì nel volume La miniera d’oro di Pestarena e gli altri giacimenti auriferi italiani, pubblicato dalla Comunità Montana Valle Anzasca nel 1985.

L’opera rimane una testimonianza fondamentale per ricostruire la storia, le tecniche e l’organizzazione del grande distretto aurifero del Monte Rosa.

🏘️ Una piazza per René Bruck

Il tempo ha restituito a René Bruck il posto che gli spetta nella storia di Pestarena. Nel 2012, in occasione delle celebrazioni di Santa Barbara, la piazza della frazione venne ufficialmente intitolata all’ingegnere.

Oggi Piazza Ing. René Bruck ospita il Museo Casa del Minatore: un luogo dedicato alle persone, agli strumenti e alla memoria di quella comunità mineraria che egli contribuì a far crescere e che, nei giorni più difficili, scelse di proteggere.

🕰️ Le date principali

1937 · L’arrivo in Valle Anzasca

Bruck studia il giacimento di Pestarena e avvia un vasto programma di ricerca e modernizzazione.

1939 · La nuova gestione

Le miniere passano sotto il controllo statale e Bruck mantiene un ruolo centrale nella direzione dei lavori sotterranei.

1944 · La difesa della comunità

Si adopera per proteggere i minatori dalla deportazione e interviene per impedire la distruzione di Pestarena.

1945 · L’allontanamento

Nonostante la difesa dei minatori e della popolazione, viene privato dell’incarico e lascia la Valle Anzasca.

1985 · Il libro sulle miniere d’oro

Viene pubblicato il volume che raccoglie il suo grande patrimonio di studi e documenti.

2012 · Il riconoscimento di Pestarena

La piazza del paese viene ufficialmente intitolata all’ingegnere René Bruck.

✨ L’eredità di René Bruck

René Bruck non lasciò a Pestarena soltanto gallerie, impianti e risultati minerari. Lasciò il ricordo di un uomo che, quando la storia lo pose davanti a scelte difficili, mise la propria competenza e il proprio coraggio al servizio degli altri.

La piazza che oggi porta il suo nome ricorda il direttore della miniera, ma soprattutto l’uomo che contribuì a salvare lavoratori, famiglie e un intero paese.