Il capriolo

Il capriolo

Capreolus capreolus

Il capriolo

Elegante e discreto, il capriolo (Capreolus capreolus) è uno degli ungulati che popolano i boschi e le radure della Valle Anzasca. Più piccolo del cervo e molto attento a ciò che lo circonda, trascorre spesso le ore diurne al riparo della vegetazione, comparendo ai margini del bosco soprattutto nei momenti più tranquilli della giornata.

Tra boschi, radure e prati

Il capriolo predilige gli ambienti nei quali il bosco si alterna a radure, prati e zone arbustive. La vegetazione gli offre rifugio, mentre gli spazi aperti rappresentano importanti aree di alimentazione.

In una valle montana come la Valle Anzasca può frequentare quote differenti nel corso dell’anno, adattando i propri spostamenti alla disponibilità di alimento, all’innevamento e alla presenza umana.

Come riconoscerlo

Rispetto al cervo, il capriolo ha dimensioni decisamente più contenute, corpo agile, zampe sottili e una coda cortissima, quasi invisibile.

Il mantello cambia con le stagioni: in estate assume una caratteristica tonalità fulvo-rossastra, mentre in inverno diventa più folto e tende al grigio-bruno. Molto evidente è anche la zona chiara nella parte posteriore del corpo, chiamata comunemente specchio anale.

I palchi del maschio

Soltanto il maschio possiede i palchi, strutture ossee che vengono rinnovate ogni anno. Negli adulti ben sviluppati presentano generalmente tre punte per ciascun palco, anche se forma e sviluppo possono variare con età e condizioni dell’animale.

I palchi vengono normalmente persi tra l’autunno e l’inizio dell’inverno. Quelli nuovi iniziano presto a ricrescere ricoperti dal cosiddetto velluto, un tessuto ricco di vasi sanguigni che li nutre durante lo sviluppo. Con la primavera, completata la crescita, il velluto viene eliminato e il palco rimane scoperto.

Un erbivoro selettivo

Il capriolo è un erbivoro molto selettivo. Si alimenta di erbe, germogli, foglie, gemme, giovani rami, frutti e altre parti vegetali, scegliendo soprattutto alimenti teneri e nutrienti.

Proprio per questa ragione i margini del bosco, le radure e le zone ricche di arbusti rappresentano ambienti particolarmente favorevoli.

Un animale discreto

Il capriolo è generalmente un animale prudente ed elusivo. Quando avverte un pericolo può rimanere immobile per qualche istante e poi scomparire rapidamente nella vegetazione con una serie di balzi.

Gli adulti non formano normalmente i grandi branchi tipici di altri ungulati. Durante l’inverno, tuttavia, più individui possono riunirsi temporaneamente nelle aree favorevoli.

Una particolare strategia riproduttiva

Il periodo degli amori si concentra soprattutto tra luglio e agosto. Il capriolo possiede una caratteristica biologica molto particolare: dopo la fecondazione lo sviluppo dell’embrione rimane temporaneamente sospeso.

Questa diapausa embrionale permette di rimandare lo sviluppo effettivo della gravidanza e fa sì che i piccoli nascano generalmente tra maggio e giugno, nel periodo più favorevole dell’anno.

Se si incontra un piccolo: non toccarlo

In primavera può capitare di incontrare un piccolo di capriolo immobile nell’erba e apparentemente solo. Nella maggior parte dei casi non è stato abbandonato.

Durante le prime settimane di vita la madre si allontana per alimentarsi e ritorna periodicamente ad allattarlo. Il piccolo rimane nascosto e immobile: è una precisa strategia di difesa dai predatori.

Non bisogna quindi toccarlo, prenderlo in braccio, spostarlo o cercare di “salvarlo”. È preferibile allontanarsi con discrezione e lasciare libera la zona. Solo in presenza di un animale evidentemente ferito o in una situazione di reale pericolo è opportuno contattare gli enti competenti.

Quando è più facile osservarlo

Le ore più tranquille della giornata, in particolare il primo mattino e il crepuscolo, offrono generalmente maggiori possibilità di osservazione. Un capriolo può comparire improvvisamente al margine di un prato per poi scomparire pochi istanti dopo nel bosco.

Il modo migliore per osservarlo è rimanere a distanza, muoversi lentamente e utilizzare un binocolo, senza cercare di seguirlo quando si allontana.

Se si è accompagnati da un cane

Il capriolo reagisce molto rapidamente alla presenza di un cane. Anche un animale domestico che non mostra intenzioni aggressive può provocarne la fuga e, se lasciato libero, può essere spinto dall’istinto a inseguirlo.

Nelle zone frequentate dalla fauna è quindi importante tenere il cane al guinzaglio o comunque sotto stretto controllo, impedendogli di rincorrere gli animali selvatici o di entrare nella vegetazione dove potrebbero trovarsi individui nascosti.

L’attenzione deve essere massima soprattutto tra maggio e giugno: un cane libero può individuare un piccolo nascosto nell’erba molto prima del suo proprietario.

Una presenza da scoprire con discrezione

Nella Valle Anzasca il capriolo trova un ambiente favorevole nel mosaico formato da boschi, radure, prati e versanti ricchi di vegetazione. Non sempre è facile vederlo, ma proprio questa sua natura discreta rende l’incontro particolarmente suggestivo.

Anche quando l’animale non compare, impronte, piccoli sentieri nella vegetazione e altri segni possono raccontarne la presenza a chi percorre la valle con attenzione.

Osservare un capriolo significa spesso cogliere un attimo: pochi secondi al margine del bosco, prima che torni silenziosamente tra gli alberi.