Il cervo

Il cervo

Cervus elaphus

Il cervo

Il cervo nobile (Cervus elaphus) è il più grande ungulato selvatico delle nostre montagne e una delle presenze più imponenti della fauna alpina. Nei boschi e nelle radure della Valle Anzasca lascia spesso tracce evidenti, mentre osservarlo direttamente richiede silenzio, pazienza e un po’ di fortuna.

Tra boschi e radure

Il cervo frequenta soprattutto boschi montani, radure, prati e margini forestali, scegliendo ambienti dove possa trovare contemporaneamente riparo e zone ricche di vegetazione.

Nel corso dell’anno può compiere spostamenti stagionali anche importanti. Durante la bella stagione tende a utilizzare maggiormente le zone più elevate e le praterie ricche di alimento, mentre in inverno può scendere verso versanti meno innevati e ambienti più riparati.

Come riconoscerlo

Il cervo ha un corpo robusto, lunghe zampe e un portamento elegante. Il maschio adulto è nettamente più grande della femmina e può raggiungere dimensioni considerevoli.

Il mantello cambia con le stagioni: in estate tende al rossiccio-bruno, mentre in inverno diventa più folto e assume tonalità grigio-brune. Nella parte posteriore è presente una zona più chiara, evidente soprattutto quando l’animale si allontana.

Un grande ungulato

I maschi adulti possono superare i 200 kg, mentre le femmine sono generalmente molto più leggere. Le dimensioni variano comunque in base all’età, alle condizioni dell’animale e alle caratteristiche delle diverse popolazioni.

Più delle misure precise, ciò che colpisce durante un incontro è la sua imponenza: soprattutto nei maschi adulti, collo, torace e palchi conferiscono al cervo un aspetto particolarmente maestoso.

I palchi: rinnovati ogni anno

Solo i maschi possiedono i grandi palchi ramificati. Non si tratta di corna permanenti: vengono persi ogni anno, generalmente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, e successivamente ricrescono.

Durante la crescita sono ricoperti dal cosiddetto velluto, un tessuto riccamente vascolarizzato. Una volta completato lo sviluppo, il velluto viene eliminato e il palco rimane scoperto.

Il numero delle punte non permette di stabilire con precisione l’età di un cervo: sviluppo e ramificazione dipendono anche da alimentazione, condizioni fisiche e caratteristiche individuali.

Il bramito d’autunno

Tra settembre e ottobre arriva uno dei momenti più spettacolari dell’anno: il periodo riproduttivo. I maschi emettono il caratteristico bramito, un richiamo profondo e potente che può risuonare nel bosco soprattutto nelle ore serali, notturne e del primo mattino.

In questo periodo i maschi cercano di riunire e difendere gruppi di femmine e possono affrontare altri rivali attraverso vocalizzazioni, posture e, talvolta, combattimenti con i palchi.

La vita sociale

Per buona parte dell’anno maschi e femmine tendono a vivere in gruppi separati. Le femmine possono essere accompagnate dai giovani, mentre i maschi formano gruppi propri o diventano più solitari con l’età.

La composizione dei gruppi cambia con le stagioni, soprattutto durante il periodo riproduttivo, quando i maschi adulti si avvicinano ai gruppi femminili.

Un erbivoro del bosco

Il cervo è erbivoro e si alimenta di erbe, germogli, foglie, arbusti, cortecce e frutti, variando la propria dieta in base alla stagione e alla disponibilità di alimento.

Le radure e i prati ai margini del bosco sono spesso utilizzati per il pascolo, soprattutto nelle ore più tranquille della giornata.

Leggere le sue tracce

Anche quando il cervo non si lascia vedere, la sua presenza può essere rivelata da numerosi segni: impronte, piste, escrementi, rami scortecciati e passaggi nella vegetazione.

Le impronte sono particolarmente evidenti nel fango e sulla neve e permettono di comprendere quali zone del bosco vengono frequentate dagli animali.

Come osservarlo

Il cervo è prudente e possiede udito e olfatto molto sviluppati. Le ore più favorevoli per l’osservazione sono spesso il primo mattino e il crepuscolo, quando gli animali escono più facilmente dal bosco per alimentarsi.

Per osservarlo è consigliabile rimanere a distanza, evitare rumori e movimenti improvvisi e utilizzare un binocolo. Durante il periodo del bramito è particolarmente importante non cercare di avvicinare i maschi o entrare tra loro e i gruppi di femmine.

Se si è accompagnati da un cane

Anche per il cervo la presenza di un cane può rappresentare una forte fonte di disturbo. Un cane libero può spaventare l’animale e provocare fughe lunghe e dispendiose, soprattutto se decide di inseguirlo.

Nelle zone frequentate dalla fauna è quindi importante tenere il cane al guinzaglio o comunque sotto stretto controllo, impedendogli di entrare nei gruppi di animali o di rincorrerli.

L’attenzione deve essere maggiore in inverno, quando gli animali devono risparmiare energia, e durante il periodo del bramito, quando i maschi sono particolarmente attivi e concentrati sulla riproduzione.

Una presenza importante della Valle Anzasca

Il cervo fa parte del grande patrimonio faunistico della Valle Anzasca. La presenza di boschi estesi, radure, pascoli e ambienti montani diversificati offre alla specie numerose possibilità di rifugio e alimentazione.

Ascoltare un bramito nel silenzio dell’autunno o scorgere un cervo al margine del bosco è uno degli incontri più emozionanti che il paesaggio alpino possa regalare.

Il cervo non ha bisogno di essere avvicinato per essere ammirato: spesso basta fermarsi, ascoltare e lasciare che sia il bosco a rivelarne la presenza.