Il camoscio

Il camoscio

Rupicapra rupicapra

Il camoscio

Il camoscio alpino (Rupicapra rupicapra) è uno degli animali più rappresentativi delle montagne della Valle Anzasca. Agile, resistente e perfettamente adattato ai terreni ripidi, frequenta praterie alpine, pendii rocciosi, valloni e boschi montani, modificando le proprie abitudini con il cambiare delle stagioni.

Tra bosco e alta montagna

Il camoscio non vive esclusivamente alle quote più elevate. In estate frequenta soprattutto praterie alpine, canaloni e pendii rocciosi, mentre durante l’inverno può scendere verso zone più basse, cercando versanti meno innevati e ambienti forestali dove trovare riparo e alimento.

Gli spostamenti dipendono dalla neve, dall’esposizione dei versanti, dalla disponibilità di cibo e dal disturbo. Per questo può essere osservato in ambienti molto diversi nel corso dell’anno.

Come riconoscerlo

Il camoscio ha un corpo compatto e slanciato, arti robusti e una testa relativamente piccola. Sia i maschi sia le femmine possiedono corna nere e permanenti, sottili e incurvate all’indietro nella parte terminale.

Nei maschi le corna tendono generalmente a essere più robuste e con uncino più marcato, ma distinguere con certezza il sesso soltanto dalle corna non è sempre semplice, soprattutto osservando l’animale da lontano.

Un mantello che cambia con le stagioni

La livrea estiva è generalmente più chiara, con tonalità bruno-rossastre. In autunno il pelo si infittisce e il mantello diventa progressivamente più scuro, fino alle tonalità bruno-nerastre tipiche dell’inverno.

Il pelo invernale, più lungo e fitto, costituisce un importante isolamento contro vento, neve e basse temperature.

Dimensioni e differenze tra i sessi

Il camoscio è un ungulato di taglia media. I maschi adulti sono generalmente più grandi e pesanti delle femmine e possono raggiungere circa 40-50 kg, mentre le femmine hanno normalmente dimensioni inferiori.

Il peso varia comunque con l’età, la stagione e le condizioni individuali. Nei maschi può diminuire sensibilmente durante il periodo riproduttivo autunnale, quando gli animali dedicano molta energia agli spostamenti e alla competizione con i rivali.

Uno zoccolo fatto per la roccia

Uno degli adattamenti più straordinari del camoscio è lo zoccolo. Il bordo esterno, duro e resistente, permette di utilizzare piccoli appigli sulla roccia, mentre la parte interna più morbida aumenta l’aderenza sulle superfici irregolari.

Le due dita possono inoltre divaricarsi, aumentando la superficie d’appoggio sui terreni morbidi e sulla neve. Questa particolare struttura consente al camoscio di muoversi con sorprendente sicurezza su pendii ripidi, rocce e canaloni.

La vita in gruppo

Le femmine e i giovani vivono spesso in gruppi, mentre i maschi adulti possono condurre una vita più solitaria per buona parte dell’anno.

Durante il periodo riproduttivo autunnale i maschi diventano molto più attivi e possono affrontarsi in inseguimenti e confronti per ottenere l’accesso alle femmine.

Osservarlo in montagna

Il camoscio è generalmente più prudente dello stambecco e tende ad allontanarsi rapidamente quando percepisce una presenza troppo vicina.

Per osservarlo è quindi preferibile utilizzare binocolo o teleobiettivo, mantenere una buona distanza e non abbandonare il sentiero per cercare di avvicinarsi. Se gli animali interrompono l’alimentazione, si allontanano o mostrano evidente agitazione, significa che la distanza è già troppo ridotta.

Se si è accompagnati da un cane

Per un camoscio anche un cane domestico può essere percepito come un predatore. Un cane lasciato libero può inseguire l’animale e costringerlo a una fuga lunga e dispendiosa, spesso su terreni molto ripidi.

Nelle zone frequentate dalla fauna è quindi importante tenere il cane al guinzaglio o comunque sotto stretto controllo, senza permettergli di avvicinarsi, rincorrere o abbaiare contro gli animali selvatici.

Questa attenzione è particolarmente importante in inverno, quando una fuga inutile comporta un forte consumo delle riserve energetiche, e in primavera e all’inizio dell’estate, quando possono essere presenti femmine con piccoli.

Una presenza caratteristica della Valle Anzasca

Il camoscio è una presenza tipica degli ambienti montani della Valle Anzasca e può essere incontrato in numerosi settori della valle, dalle zone forestali fino ai versanti d’alta quota.

Osservarlo mentre attraversa una pietraia o risale un pendio apparentemente impossibile permette di comprendere quanto profondamente questa specie sia adattata alla vita sulle Alpi.

Il modo migliore per incontrare un camoscio è lasciargli lo spazio necessario per continuare a vivere la montagna secondo i suoi ritmi.