Il lupo
Canis lupus
Il lupo
DISTRIBUZIONE, IDENTIFICAZIONE E CENNI DI BIOLOGIA
Il lupo è uno dei grandi carnivori europei che recentemente ha colonizzato in maniera stabile il territorio della Valle Anzasca, a seguito della riconquista dell'arco alpino iniziata a partire dagli anni Novanta in Piemonte.
Fino agli anni Settanta la popolazione di lupo in Italia, così come quella di tutti gli ungulati selvatici, era ridotta ai minimi termini; grazie alle modifiche legislative dei regimi di protezione e alla grande espansione delle prede di elezione, il lupo è passato dai pochi nuclei sparsi in Italia centro-meridionale alla distribuzione odierna che coinvolge tutte le regioni italiane ad esclusione delle isole.
Nessuna reintroduzione, a differenza dell'orso bruno, è mai stata condotta sull'arco alpino; un predatore adattabile come il lupo è riuscito a ritornare dove si era estinto per la persecuzione diretta dell'uomo solo grazie ai processi di dispersione tipici dell'eco-etologia di questa specie, soprattutto in fase giovanile.
Identificazione
Un lupo adulto della sottospecie italica è grande all'incirca quanto un cane pastore tedesco e può pesare tra i 28 kg e i 35 kg. Il mantello presenta una colorazione più marcatamente grigiastra, soprattutto nei giovani, che tende a schiarirsi sul marrone-rossastro con l'età adulta.
Gli altri segni distintivi che consentono di distinguerlo, almeno a livello fenotipico, dal cane ed in particolare dal cane lupo cecoslovacco, sono: la mascherina facciale bianca, la coda corta in proporzione al corpo con la punta nera, le bande nere sulle zampe anteriori e il colore giallo dell'iride.
Il problema dell'ibridazione con i cani vaganti è una delle grandi minacce per la conservazione di questa specie, ma fortunatamente riguarda solo marginalmente le Alpi e finora è un fenomeno del tutto assente nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
Struttura sociale e biologia
L'aspetto della biologia di questa specie che lo rende così carismatico e famoso è sicuramente la struttura sociale in cui vive; difatti i lupi sono organizzati in branchi con precisi territori.
Il branco è formato mediamente da 4-6 animali che difendono attivamente il territorio dall'intrusione di altri branchi o individui solitari che minano i loro interessi trofici e riproduttivi. Questi scontri sono spesso molto cruenti e possono arrivare anche all'uccisione dell'intruso.
In via generale il branco è costituito al vertice da una coppia riproduttiva, detti maschio e femmina alfa; quest'ultima è l'unica all'interno del branco che si riproduce. L'estro avviene una sola volta l'anno tra febbraio e marzo.
La gestazione dura 63 giorni e la cucciolata è formata da un numero variabile di piccoli: in media 4 o 5 cuccioli e raramente 7 o 9. Nel primo anno di vita il tasso di mortalità è molto elevato e mediamente arriva all'età adulta un cucciolo su quattro.
I cuccioli nei primi mesi di vita rimangono nella tana dove sono nati, al sicuro e sotto la stretta sorveglianza del branco. Successivamente, nei mesi estivi, cominciano a seguire per brevi spostamenti il branco, formando i cosiddetti siti di rendez-vous, fino all'autunno.
Tra il primo e il secondo anno possono scegliere due strategie a seconda della densità di lupo nell'area e della disponibilità di prede. La prima consiste nel rimanere nel branco in una posizione gerarchica inferiore ed ambire a diventare un dominante. La seconda consiste nell'andare in dispersione con la possibilità di incontrare un altro individuo del sesso opposto e formare un nuovo branco qualora ci siano le condizioni.
La comunicazione è alla base dei rapporti sociali del branco ed è quindi necessariamente molto articolata; essa si distingue in comunicazione posturale, olfattiva e vocale. L'emissione vocale sicuramente più conosciuta, anche se non è la più utilizzata, è l'ululato. L'ululato consente ai lupi di comunicare a grandi distanze e sembra essere utilizzato con la funzione di radunare il branco, di segnalare una minaccia e soprattutto, in periodo estivo, di individuare i cuccioli nei siti di rendez-vous.
Alimentazione
Come detto all'inizio il lupo è un carnivoro e poiché non è nella sua natura andare a fare la spesa si deve nutrire di animali che uccide direttamente, anche se non disdegna carcasse di animali trovati già morti e, in maniera molto occasionale, frutti selvatici.
Essendo un animale molto adattabile, ne consegue che anche la sua dieta si adatterà alle risorse dell'ambiente in cui si trova. In ambiente alpino, vista l'ampia disponibilità di ungulati selvatici (capriolo, cervo, camoscio, cinghiale, stambecco e muflone), le predazioni si orientano verso queste specie.
In estate possono verificarsi con frequenza variabile predazioni su ungulati domestici, in particolare ovi-caprini, specialmente se non adeguatamente custoditi e senza le corrette misure di prevenzione degli attacchi previste dalla legge regionale.
SEGNI DI PRESENZA
L'incontro con questo animale non è frequente quanto quello con un camoscio. È molto più facile, soprattutto in presenza di manto nevoso, imbattersi nei segni di presenza lasciati nell'ambiente frequentato: impronte, tracce, escrementi e resti di predazioni.
Le impronte non sono mai di facile interpretazione, poiché da una singola è praticamente impossibile distinguerle da un cane di taglia medio-grande. Si può considerare come caratteristica di base la lunghezza, compresa tra i 10 cm e i 12 cm, e l'assenza del ponte calloso tra secondo e terzo dito, il quale quasi mai rimane impresso sulla neve o nel fango.
Bisogna però ricordare che quest'ultimo è un carattere vestigiale che si può manifestare anche in alcune razze canine. Altri elementi come la località, la lunghezza della pista e la presenza o meno di impronte umane possono fornire un'indicazione circa la probabilità che si tratti di un lupo o di un cane.
Un altro indice di presenza rinvenibile sono gli escrementi. Quelli tipici sono riconoscibili per dimensioni, presenza di peli ed ossa ed odore caratteristico. L'odore è dovuto alla presenza di ghiandole perianali che nel cane si sono atrofizzate durante il processo di addomesticazione.
Gli escrementi possono fornire un dato molto importante circa la consistenza numerica della popolazione in una certa area. Infatti durante la loro espulsione “grattano” cellule epiteliali dalle pareti intestinali da cui è possibile ricavare dati genetici dell'individuo. Utilizzando un metodo matematico di ecologia delle popolazioni detto cattura-marcatura-ricattura si va a vedere quante volte gli individui vengono ricatturati ottenendo una stima della popolazione.
Soprattutto in periodo invernale, è possibile imbattersi nei resti di predazioni. Riconoscere con certezza assoluta un evento predatorio non è mai semplice e bisogna considerare più elementi. Tra i più tipici, riscontrabili anche a seconda del grado di consumazione della carcassa:
- La perforazione dei canini sul collo
- L'asportazione del pacchetto gastro-intestinale
- La frantumazione anche delle ossa lunghe
IN CASO DI INCONTRO
Nel caso di incontro con questo animale prima di tutto bisogna contestualizzare. In Valle Anzasca, essendo un vasto ambiente alpino con ampie zone incontaminate, gli incontri sono sporadici ed il comportamento da adottare dipende molto dalla volontà dell'osservatore.
Qualora si volesse protrarre più tempo possibile l'osservazione e magari ottenere qualche scatto fotografico, si consiglia di fermarsi e rendersi poco visibili per quanto possibile; da ricordare assolutamente che il lupo o i lupi comunque vi percepiranno.
Se invece si preferisce far allontanare subito l'animale, non bisogna fare altro che continuare a rendersi visibili perché, dopo secoli di persecuzione diretta, il lupo italico ci vede come una minaccia.
Qualora si avessero al seguito cani e non si abbia l'assoluto controllo sul proprio animale, è bene tenerlo al guinzaglio come previsto. Il lupo non è attirato dai cani, ma qualora il cane lo inseguisse reagirebbe sentendosi minacciato. Inoltre i cani padronali non controllati per istinto possono mettersi a inseguire fino ad uccidere la fauna selvatica.
Bisogna aggiungere che in questo habitat raramente si registrano casi di lupi confidenti, che per ora riguardano altre zone. L'incontro casuale con un branco è un evento, a livello probabilistico, ancora meno frequente e si raccomanda di seguire le stesse indicazioni descritte sopra.
Essendo il lupo un animale molto monitorato a livello nazionale, è bene segnalare quando si è certi dell'osservazione agli enti preposti sul territorio, anche al fine di acquisire informazioni utili circa il comportamento tenuto dal lupo stesso.