Mammiferi
I mammiferi della Valle Anzasca
Boschi, radure, prati, pascoli e alte quote ospitano una ricca comunità di mammiferi selvatici. Alcuni, come camosci e stambecchi, sono strettamente legati alla montagna; altri, come cervi, caprioli, volpi e scoiattoli, frequentano soprattutto boschi e ambienti di transizione.
Dai boschi alle alte quote
La grande differenza di quota della Valle Anzasca crea ambienti molto diversi tra loro. Nei boschi trovano rifugio cervi, caprioli, volpi e scoiattoli; salendo verso pascoli, pietraie e versanti rocciosi diventano più frequenti camosci e stambecchi.
Molti mammiferi si spostano durante l’anno seguendo la disponibilità di cibo, l’innevamento e le condizioni ambientali. Per questo la stessa specie può frequentare quote e habitat differenti a seconda della stagione.
Gli ungulati
Tra i mammiferi più rappresentativi della valle vi sono gli ungulati selvatici. Cervo e capriolo sono maggiormente legati agli ambienti forestali e alle radure, mentre camoscio e stambecco sono straordinariamente adattati ai pendii ripidi e alla vita in montagna.
Nell’alta Valle Anzasca lo stambecco è inoltre strettamente legato alla storia dell’Oasi faunistica di Macugnaga, uno dei luoghi simbolo della tutela della fauna alpina del territorio.
Predatori e specie elusive
Più difficili da osservare sono i mammiferi maggiormente elusivi. La volpe è una specie estremamente adattabile, mentre il lupo è tornato spontaneamente sulle Alpi dopo una lunga assenza, seguendo il naturale processo di espansione della popolazione italiana.
In molti casi è più facile riconoscere la presenza di questi animali attraverso impronte, escrementi, resti di alimentazione e altre tracce lasciate nell’ambiente che incontrarli direttamente.
Non solo grandi mammiferi
La fauna della Valle Anzasca non è formata soltanto da grandi ungulati e carnivori. Boschi, prati e ambienti d’alta quota ospitano anche numerosi altri mammiferi, spesso meno appariscenti ma fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi.
Tra questi si possono ricordare la marmotta, la lepre variabile, l’ermellino, la martora, la faina e il tasso, ciascuno legato a habitat e abitudini differenti.
Conosci i mammiferi della Valle Anzasca
Osservare senza disturbare
L’incontro con un animale selvatico è sempre un momento speciale. La regola più importante è però mantenere la distanza, evitare di avvicinarsi ai piccoli, non offrire cibo e non costringere gli animali alla fuga.
Binocolo e teleobiettivo permettono di osservare il comportamento naturale degli animali senza interferire con le loro attività, soprattutto nei delicati periodi della riproduzione e durante l’inverno.
Dai boschi del fondovalle alle rocce dell’alta montagna, le tracce dei mammiferi accompagnano il paesaggio della Valle Anzasca.