Oasi faunistica del Monte Rosa
Macugnaga
Oasi Faunistica di Macugnaga
Ai piedi della grande parete Est del Monte Rosa, l’Oasi Faunistica di Macugnaga tutela un vasto ambiente alpino dove boschi, pascoli, pietraie e alte quote offrono rifugio a numerose specie selvatiche. Estesa per oltre 3.000 ettari, rappresenta uno dei luoghi privilegiati della Valle Anzasca per osservare la fauna nel suo ambiente naturale.
Un grande ambiente protetto
L’Oasi fu istituita nel 1969, con particolare attenzione alla tutela dello stambecco e della fauna alpina. La protezione dell’area ha favorito nel tempo la presenza di una ricca comunità di animali selvatici, che qui trovano ambienti adatti all’alimentazione, alla riproduzione e allo svernamento.
Gli abitanti dell’Oasi
Lo stambecco è certamente uno degli animali simbolo dell’Oasi e non è raro incontrarlo sui versanti e nelle zone rocciose, soprattutto nei periodi in cui gli animali scendono a quote più basse.
Accanto a lui vivono camosci, marmotte e numerose altre specie tipiche dell’ambiente alpino. Alzando lo sguardo verso il cielo è possibile osservare anche grandi rapaci, tra cui l’aquila reale, mentre la presenza del gipeto rappresenta un incontro più occasionale e prezioso.
Dal bosco alle alte quote
La ricchezza faunistica dell’Oasi è strettamente legata alla varietà dei suoi ambienti. Dai boschi di larice e conifere si sale verso radure e pascoli alpini, fino alle pietraie, alle morene e agli ambienti d’alta quota dominati dalla presenza del Monte Rosa.
Questa successione di habitat permette, anche durante una sola escursione, di attraversare paesaggi molto diversi e di scoprire come vegetazione e fauna cambino progressivamente con l’altitudine.
Il Belvedere e il Monte Rosa
Uno degli ambienti più spettacolari dell’Oasi è quello del Belvedere, ai piedi della parete Est del Monte Rosa. Qui il paesaggio assume un carattere decisamente d’alta montagna, modellato dall’azione dei ghiacciai e dominato da morene, rocce e grandi pendii alpini.
Una rete di sentieri permette di avvicinarsi a questi ambienti e di osservare il passaggio graduale dal bosco al paesaggio glaciale.
Osservare senza disturbare
Gli animali dell’Oasi sono selvatici e liberi: ogni incontro dipende dalla stagione, dall’ora del giorno e dalle condizioni ambientali. Il modo migliore per osservarli è muoversi con discrezione, mantenere le distanze e utilizzare, quando possibile, un binocolo o un teleobiettivo.
Non bisogna avvicinare, inseguire o alimentare gli animali. Anche quando sembrano abituati alla presenza dell’uomo, rispettare il loro spazio è parte essenziale dell’esperienza dell’Oasi.
Accesso e consigli
Diversi itinerari consentono di esplorare l’area partendo da Macugnaga. Nella stagione di apertura degli impianti, le seggiovie del Belvedere, con partenza da Pecetto, permettono inoltre di raggiungere più facilmente gli ambienti d’alta quota.
La presenza degli impianti non deve però far dimenticare che ci si trova in ambiente alpino: condizioni meteorologiche, stato dei sentieri e caratteristiche dell’itinerario devono sempre essere valutati prima della partenza. Nelle zone glaciali e sui percorsi più impegnativi sono necessarie esperienza e attrezzatura adeguate.