Alpe Rausa

Alpe Rausa

Vanzone con San Carlo

È un'Alpe con pascoli magnifici sui monti a sud di Vanzone, a 1638 m s.l.m., con una vista ampia e spettacolare: dai monti di Vigezzo al Pizzo San Martino, fino all’imponente Monte Rosa ad Ovest.

Annualmente si celebra una festa tradizionale la seconda domenica di agosto: un appuntamento molto sentito che richiama visitatori, ma soprattutto gruppi di giovani che si ritrovano in allegre comitive all’ombra dei larici.

Qui prendono vita giochi, sfide e gare, più o meno sportive, che mantengono viva una tradizione popolare autentica.

È tradizionale il pranzo collettivo preparato sul posto, seguito dall’estrazione della lotteria e dall’incanto dell’offerta, momenti che rafforzano il senso di comunità.

La cappelletta, dove durante la festa viene celebrata la messa, è dedicata alla Madonna di Fatina; accanto sono raffigurati S. Rocco, compatrono di Vanzone, e S. Umberto, protettore dei cacciatori. Gli affreschi sono opera del pittore Giovanni Botti.

Poco distante si trova Campo Aostano, luogo dal toponimo controverso e ricco di interpretazioni storiche e leggendarie.

Secondo alcune ipotesi, il nome deriverebbe da scontri tra Anzaschini e Aostani per motivi di abigeato tra il XIII e XIV secolo.

Altri lo collegano invece al fieno “agostano”, raccolto una sola volta all’anno e considerato di qualità inferiore.

A Campo Aostano si trovano le cosiddette “Lapidi”: iscrizioni scolpite nella roccia che hanno alimentato numerose fantasie popolari.

In realtà si tratta di cippi di confine fatti posare dal Conte Borromeo il 29 settembre 1664, per porre fine alle dispute tra le comunità di Bannio e Vanzone, stabilendo confini chiari e definitivi.