La chiesa parrocchiale di Staffa
Macugnaga
La Chiesa Parrocchiale di Staffa
La Chiesa della Beata Vergine Assunta e di San Giuseppe, cuore religioso di Macugnaga ai piedi del Monte Rosa
Nel cuore della frazione di Staffa sorge la Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Assunta e di San Giuseppe, conosciuta anche come Chiesa Nuova per distinguerla dall'antica parrocchiale del Dorf. La sua costruzione, iniziata nei primi anni del Settecento, segnò un momento decisivo nella storia di Macugnaga: con il nuovo edificio religioso anche il centro della vita civile e comunitaria si spostò progressivamente dall'antico nucleo di Villa, oggi Dorf, verso Staffa.
Una nuova chiesa per la comunità
Per secoli il centro religioso di Macugnaga era stato l'antico abitato di Villa, oggi Dorf, dove sorgeva la Chiesa Vecchia dedicata all'Assunzione di Maria. Due gravi calamità cambiarono però profondamente la storia del paese: l'incendio del 1639, che devastò gran parte dell'abitato, e l'alluvione del 1640, che provocò nuovi danni.
Alla fine del Seicento maturò così l'esigenza di costruire una nuova parrocchiale in una posizione più sicura e più adatta alle necessità della comunità. La scelta ricadde su Staffa e nel corso del Settecento la frazione divenne progressivamente il nuovo fulcro religioso, civile e amministrativo di Macugnaga.
La storia della parrocchiale racconta quindi qualcosa di più della costruzione di un edificio sacro: racconta uno dei passaggi fondamentali nella trasformazione dell'insediamento macugnaghese.
Architettura e struttura
La chiesa presenta una struttura sobria e possente, profondamente legata alle esigenze costruttive di un edificio religioso alpino sottoposto per secoli alle difficili condizioni climatiche dell'alta Valle Anzasca.
Sulla facciata si osservano quattro colonne in pietra sormontate da capitelli. La loro presenza ha fatto ipotizzare che il progetto originario potesse prevedere due navate laterali e un portico, con le colonne destinate a sostenere le relative strutture lignee.
All'interno, le spinte degli archi vengono assorbite dai poderosi pilastri e contrastate da una catena metallica che attraversa trasversalmente l'edificio: una soluzione strutturale semplice ma efficace, ancora perfettamente leggibile osservando con attenzione l'aula.
Particolarmente interessante è la grande travatura lignea del tetto, realizzata con legname proveniente dal bosco del Vittini, sopra Fornarelli. Il tetto attuale risale al rifacimento del 1759, resosi necessario dopo i danni provocati dal peso della neve.
Arte, legno e pittura
L'interno custodisce un patrimonio artistico costruito soprattutto nel corso del Settecento, quando la nuova parrocchiale venne progressivamente completata e arricchita grazie al lavoro di artisti provenienti da Macugnaga, dalla Val Vigezzo e dalla Valsesia.
Tra le opere più importanti figurano le grandi tele collocate ai lati del presbiterio. Sul lato destro si trova l'Adorazione dei Magi, realizzata tra il 1720 e il 1726 dal pittore macugnaghese Bartolomeo Jachini, originario di Stabioli. La tradizione locale lo ricorda come un artista colpito da gravi problemi alla vista e all'udito.
Sul lato opposto si trova la Natività, iniziata dallo stesso Jachini e completata, dopo la sua morte, nel 1747 dal celebre pittore vigezzino Giuseppe Mattia Borgnis, uno dei protagonisti della pittura sacra settecentesca dell'Ossola.
Le balaustre, datate 1782, sono invece attribuite al valsesiano G. B. Gallo e testimoniano i numerosi rapporti artistici che collegavano Macugnaga alle vallate alpine circostanti.
Pietro Antonio Lanti e l'arte lignea
Una parte fondamentale dell'identità artistica della chiesa è legata al macugnaghese Pietro Antonio Lanti, conosciuto nella tradizione locale come “il Michelangelo dei Walser”.
Tra il 1720 e la metà del Settecento Lanti lasciò nella parrocchiale numerose opere lignee, contribuendo in modo determinante alla ricchezza dell'arredo interno. Gli vengono attribuiti l'ambone dell'altare maggiore, il pulpito, le porte d'ingresso, le statue dell'Assunta e di San Giuseppe, i confessionali e il leggio degli Evangelisti.
Sono testimonianze preziose di una tradizione artigiana e artistica sviluppatasi all'interno della stessa comunità di montagna e capace di dialogare con le correnti artistiche del proprio tempo.
La storia della Chiesa Nuova
1639 – Un grave incendio devasta l'abitato di Villa, oggi Dorf, e provoca importanti danni al centro storico della comunità macugnaghese.
1640 – Un'alluvione colpisce nuovamente l'abitato e contribuisce al progressivo declino del ruolo centrale di Villa.
1691 – Il vescovo di Novara invita la comunità a individuare un luogo più sicuro nel quale costruire la nuova chiesa parrocchiale.
1696 – Nel corso di una solenne processione alla quale partecipa la popolazione viene scelto a Staffa un prato pianeggiante destinato ad accogliere la nuova chiesa.
1698 – La tradizione lega la scelta esatta del luogo a Lorenzo Battaglia, frate della Madonna della Guardia di Ornavasso, che avrebbe indicato bendato il punto sul quale costruire il nuovo edificio.
1704 – La comunità di Macugnaga assume formalmente l'impegno di avviare la costruzione della nuova parrocchiale a Staffa, dedicata a Santa Maria Assunta.
1709 – Vengono gettate le fondamenta della Chiesa Nuova.
1711 – Il 24 febbraio una valanga colpisce anche l'antica parrocchiale del Dorf, rendendo ancora più urgente la realizzazione del nuovo edificio.
1717 – Il 27 luglio la chiesa, pur non ancora completamente terminata, viene solennemente benedetta e dedicata alla Beata Vergine Assunta e a San Giuseppe.
1720–1750 – Proseguono i lavori di completamento e decorazione. In questo periodo Pietro Antonio Lanti realizza numerosi arredi e sculture lignee destinati a caratterizzare profondamente l'interno della parrocchiale.
1751 – Viene installato il primo organo. Lo strumento sarà successivamente sostituito nel 1800 e nuovamente nel 1950.
1757 – Vengono collocati i banchi lignei, con sedute e schienali di pregevole fattura, ancora oggi parte dell'arredo della chiesa.
1759 – Dopo i danni provocati dal peso della neve viene ricostruito il grande tetto ligneo. I lavori sono diretti dal capomastro valsesiano Lorenzo Guala.
1761–1782 – La chiesa viene progressivamente completata con il baldacchino dell'altare maggiore, le balaustre e gli arredi della sacrestia. Vengono inoltre sistemati la facciata, il muro di cinta e la scalinata.
1767 – Nella nuova parrocchiale viene istituito anche l'archivio della comunità, in precedenza custodito presso l'antica chiesa di Villa. La nuova chiesa conferma così il ruolo ormai assunto da Staffa come centro religioso e civile di Macugnaga.
1779 – In occasione della festa dell'Assunta viene concessa l'indulgenza plenaria perpetua.
1782 – Vengono realizzate le balaustre attribuite al valsesiano G. B. Gallo.
XIX secolo – Gli interni vengono ulteriormente completati e abbelliti. Intorno alla metà dell'Ottocento alcuni grandi finestroni vengono chiusi per consentire la collocazione dei dipinti sopra gli altari laterali.
1920 – La chiesa viene completamente ridipinta da De Giorgi e Salietti.
1935 – Iniziano i lavori per la costruzione del nuovo campanile.
1937 – Il 15 agosto, giorno della festa patronale dell'Assunta, viene inaugurato il campanile, dedicato ai soldati macugnaghesi caduti nella Prima guerra mondiale.
Il campanile della memoria
La torre campanaria che oggi affianca la chiesa è molto più recente rispetto all'edificio settecentesco. Costruita a partire dal 1935 e inaugurata il 15 agosto 1937, fu dedicata ai macugnaghesi caduti durante la Prima guerra mondiale. Con la sua struttura in pietra e la posizione nel cuore di Staffa, è diventata uno degli elementi più riconoscibili del centro abitato.
La chiesa e il nuovo centro di Macugnaga
La costruzione della nuova parrocchiale contribuì in maniera decisiva allo sviluppo di Staffa. Nei pressi della chiesa sorse la casa della comunità, dove si tenevano le riunioni civili, mentre nel 1767 anche l'archivio comunitario venne trasferito nella nuova sede.
Il passaggio dalla Chiesa Vecchia del Dorf alla parrocchiale di Staffa racconta quindi anche il progressivo spostamento del centro di Macugnaga: dall'antico nucleo Walser di Villa al luogo che nei secoli successivi sarebbe diventato il principale centro amministrativo e di servizio del paese.
Da osservare durante la visita
- le quattro colonne in pietra della facciata;
- la grande struttura lignea del tetto del 1759;
- la catena metallica che contrasta la spinta degli archi;
- le opere lignee attribuite a Pietro Antonio Lanti;
- l'Adorazione dei Magi di Bartolomeo Jachini;
- la Natività completata da Giuseppe Mattia Borgnis;
- i banchi lignei settecenteschi;
- il campanile del 1937 dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale.
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