Leggende di Vanzone con San Carlo
🔥 Una risposta indiscreta
All’inizio dell’Ottocento, a Vanzone, una “stufa” era il cuore della vita del paese: si ballava, si filava e si passavano le serate tra canti e risate.
La padrona, una giovane bella e indipendente, non aveva fretta di sposarsi. Una sera, mentre fuori nevicava, si udì un urlo lugubre: “Chi, chi, chi?”
La ragazza aprì la porta e rispose: “Mi, mi, mi”. Poco dopo si sentirono passi pesanti salire la scala e qualcuno iniziò a inchiodare la porta dall’esterno.
All’alba fu fatta una scoperta agghiacciante: un uomo era stato inchiodato alla porta. Il parroco intervenne per esorcizzare la giovane, ritenuta posseduta.
La notte seguente, la ragazza uscì con un cero acceso. Alla stessa voce rispose: “Vègn a tò quel che ti l’è lascià chì”.
I passi tornarono, i chiodi caddero e il corpo venne portato via da una presenza misteriosa. Da quel momento la stufa divenne silenziosa e deserta, e la giovane morì sola: tutti temevano fosse stregata.