Storia dell'alpinismo e personaggi illustri

Storia dell'alpinismo e personaggi illustri

Storia dell’alpinismo e personaggi illustri

Dalle prime esplorazioni scientifiche alle grandi imprese sulla parete Est del Monte Rosa: oltre due secoli di sfide, conquiste e uomini entrati nella storia della montagna.

Macugnaga, ai piedi della grande parete

La storia di Macugnaga è inseparabile da quella del Monte Rosa. Sopra il paese si innalza la sua grandiosa parete Est, un’immensa architettura di roccia, neve e ghiaccio che dalle quote più basse raggiunge le maggiori vette del massiccio. Per dislivello, complessità e severità dell’ambiente è considerata una delle pareti più imponenti delle Alpi e l’unica dell’arco alpino dalle caratteristiche comunemente definite “himalayane”.

Su questo versante sono state scritte pagine fondamentali dell’alpinismo: esplorazioni scientifiche, prime ascensioni, grandi traversate, imprese solitarie e discese con gli sci. Ma la Est è stata anche teatro di tragedie che hanno profondamente segnato la comunità e costruito, nel tempo, la sua fama di montagna magnifica e terribile.

Prima dell’alpinismo: valichi, alpeggi e comunità Walser

Molto prima che le cime diventassero una meta sportiva, la montagna era un luogo di lavoro, attraversamento e sopravvivenza. Gli alti valichi del Monte Rosa furono percorsi fin dall’antichità e una pergamena dell’anno 999 documenta la presenza di alpeggi utilizzati durante la transumanza estiva dai pastori della Valle Anzasca.

Verso la metà del XIII secolo, attraverso il Passo del Monte Moro, arrivarono dal Vallese le popolazioni Walser, che si stabilirono nell’alta valle e diedero origine alla comunità di Macugnaga. Per secoli i suoi abitanti guardarono alla montagna soprattutto come fonte di pascoli, boschi, minerali e vie di collegamento. Sarebbero stati gli studiosi e i viaggiatori del Settecento a rivolgere per primi lo sguardo verso le cime.

La storia dell’alpinismo di Macugnaga nasce dall’incontro fra la conoscenza degli uomini del luogo e la curiosità scientifica dei primi esploratori delle Alpi.

1789: Horace-Bénédict de Saussure e la nascita del turismo alpino

Una delle figure decisive fu lo scienziato ginevrino Horace-Bénédict de Saussure, considerato tra i fondatori dell’alpinismo moderno. Nel 1789 raggiunse Macugnaga per studiare il massiccio del Monte Rosa e salì al Pizzo Bianco, accompagnato dal montanaro locale Giovanni Battista Jacchetti.

Da quel punto privilegiato osservò la parete Est e ne studiò la struttura. I suoi resoconti contribuirono a far conoscere Macugnaga negli ambienti scientifici e culturali europei. De Saussure trovò ospitalità presso Anton Maria Del Prato, ricordato come uno dei primi albergatori del paese: un incontro che simbolicamente segna il passaggio dall’ospitalità tradizionale alla nascita del turismo alpino.

Scienziati, artisti e viaggiatori del Grand Tour

Le descrizioni del Monte Rosa richiamarono studiosi e viaggiatori stranieri, soprattutto britannici. Tra questi vi furono il pittore, scrittore e viaggiatore William Brockedon e Lady Cole. Le immagini e i racconti diffusi in Europa trasformarono gradualmente Macugnaga in una destinazione ricercata da chi desiderava conoscere il volto più selvaggio delle Alpi.

Gli italiani giungevano inizialmente soprattutto per le attività minerarie di Pestarena, per i commerci attraverso i valichi o lungo gli itinerari religiosi diretti verso Varallo. Nell’Ottocento, con l’affermarsi dell’alpinismo, il richiamo delle grandi vette divenne sempre più forte.

Le grandi pagine della parete Est

1872 · La prima salita dalla parete di Macugnaga

Il 22 luglio 1872 la Punta Dufour viene raggiunta dal versante di Macugnaga attraverso il Canalone Marinelli. La cordata è composta dai britannici Richard e William Martin Pendlebury e Charles Taylor, accompagnati dalle guide Ferdinand Imseng, Gabriel Spechtenhauser e dal macugnaghese Giovanni Oberto. L’impresa, raccontata anche sull’Alpine Journal, segna l’ingresso definitivo della Est nella storia dell’alpinismo internazionale.

1876 · La Nordend

Luigi Brioschi, con le guide Ferdinand e Abraham Imseng, realizza la prima salita della Nordend dalla parete Est. La nuova via affronta un terreno tecnicamente impegnativo e rappresenta, per l’epoca, un risultato eccezionale.

1881 · La tragedia Marinelli

L’8 agosto 1881 una valanga travolge Damiano Marinelli e le guide Ferdinand Imseng e Battista Pedranzini. Si salva soltanto il portatore Alessandro Corsi, che riesce a raggiungere Macugnaga e a dare l’allarme. L’incidente viene ricordato come la prima grande tragedia dell’alpinismo italiano e lega per sempre il nome di Marinelli al canalone e al crestone della Est.

1889 · La traversata di Achille Ratti

Il 29 luglio 1889 Achille Ratti, futuro Papa Pio XI, compie con le guide di Macugnaga la prima traversata italiana del Monte Rosa: sale dalla parete Est, raggiunge la Punta Dufour e scende sul versante svizzero. Ratti resterà nella storia come il “Papa alpinista”.

1893 · Le vie di Matthias Zurbriggen

Matthias Zurbriggen, originario di Macugnaga, apre nuovi itinerari sulla Est insieme ad alcuni dei maggiori alpinisti del tempo. Guida di fama mondiale, porterà l’esperienza maturata sul Monte Rosa fino alle Ande, all’Himalaya e alle montagne della Nuova Zelanda.

1931 · La Via dei Francesi

Il 16 e 17 luglio Jacques Lagarde e Lucien Devies aprono sulla parete Est della Punta Gnifetti la celebre Via dei Francesi. L’itinerario, lungo e severo, diventa una delle vie simbolo della parete e una tappa fondamentale nell’evoluzione dell’alpinismo moderno.

1934–1951 · Le solitarie di Ettore Zapparoli

Musicista, scrittore e alpinista, Ettore Zapparoli lega il proprio nome alle più audaci esplorazioni solitarie della Est. Nel 1934 apre una direttissima al Colle Gnifetti e nel 1937 traccia la Cresta del Poeta. Scompare sulla parete nel 1951. Cinquantasei anni più tardi, nel 2007, il ghiacciaio restituisce alcuni suoi resti, successivamente identificati attraverso l’esame del DNA.

Guide e personaggi illustri

Uomini che da Macugnaga portarono la propria esperienza sulle montagne di tutto il mondo.

Ferdinand Imseng · Il pioniere della Est

Tra le più importanti guide alpine dell’Ottocento, fu protagonista della prima salita della Dufour da Macugnaga nel 1872 e della prima salita della Nordend dalla Est nel 1876. Morì nel 1881 durante la tragedia Marinelli. Il suo nome resta indissolubilmente legato alla grande parete.

Matthias Zurbriggen · Una guida nel mondo

Nato a Macugnaga nel 1856, fu una delle più celebri guide della sua epoca. Dopo le imprese sul Monte Rosa partecipò a spedizioni in Asia, Oceania e Sud America. Nel 1897 realizzò la prima ascensione dell’Aconcagua, la montagna più alta delle Americhe, raggiungendone la vetta in solitaria.

Giuseppe Oberto · Dal Monte Rosa al Karakorum

Guida alpina di Macugnaga, nel 1958 partecipò alla storica spedizione italiana al Gasherbrum IV, nel Karakorum, guidata da Riccardo Cassin. La montagna fu conquistata da Walter Bonatti e Carlo Mauri, mentre Oberto contribuì al successo della spedizione lavorando alle alte quote. La sua lunghissima carriera lo rese una delle figure più rappresentative dell’alpinismo macugnaghese del Novecento.

Le generazioni delle guide di Macugnaga

Nel secondo dopoguerra e durante gli anni Sessanta e Settanta, le guide di Macugnaga tornarono sulle grandi vie della Est affrontandole anche in inverno. Tra i protagonisti di questa stagione figurano Luciano Bettineschi, i fratelli Jacchini, Pala, Pironi, Armando Chiò e Donino Vanini. Alle generazioni successive appartengono nomi come Tagliaferri, Schranz e Iacchini, continuatori di una tradizione professionale fondata sulla conoscenza profonda della montagna.

Dalle prime invernali allo sci estremo

Negli anni Sessanta si apre una nuova fase nella storia della parete. Le vie già percorse in estate vengono affrontate nelle condizioni estreme dell’inverno. Nel febbraio del 1965 le guide ossolane Armando Chiò e Donino Vanini realizzano la prima invernale della Via dei Francesi, sostenendo temperature durissime e bivacchi in parete.

Alla ricerca alpinistica si affianca progressivamente lo sci estremo. Nel 1969 Sylvain Saudan realizza una discesa sul Monte Rosa, mentre nel 1979 Stefano De Benedetti scende con gli sci la Via dei Francesi. Anche alpinisti e guide di Macugnaga, tra cui Schranz e Iacchini, diventano protagonisti di questa nuova disciplina, affrontando itinerari fino ad allora considerati esclusivamente alpinistici.

Una montagna in continua trasformazione

La parete Est e i ghiacciai di Macugnaga non costituiscono uno scenario immobile. Valanghe, frane, movimenti glaciali e variazioni climatiche ne modificano continuamente l’aspetto e rendono diversa la montagna conosciuta dagli alpinisti delle varie epoche.

Nel 2002, sul ghiacciaio del Belvedere, si formò il suggestivo Lago Effimero, arrivato a contenere milioni di metri cubi d’acqua. Il fenomeno attirò studiosi e tecnici e rese evidente, anche al grande pubblico, la rapidità dei cambiamenti in corso nell’ambiente glaciale. Il lago scomparve nel giro di pochi anni, lasciando però una testimonianza importante della fragilità dell’alta montagna.

La memoria dell’alpinismo a Staffa

Il Museo della Montagna e del Contrabbando, situato nella frazione di Staffa, conserva documenti, immagini, attrezzature e testimonianze legate alle grandi imprese compiute sul Monte Rosa. Il percorso racconta le guide alpine, le spedizioni, l’evoluzione dei materiali e le vicende, spesso drammatiche, di chi ha affrontato la parete Est.

Una visita al museo permette di comprendere che, a Macugnaga, l’alpinismo non è soltanto sport: è memoria collettiva, cultura e parte integrante dell’identità del paese.

Vivere oggi la montagna di Macugnaga

Macugnaga continua a essere un luogo privilegiato per conoscere e vivere l’alta montagna. Escursioni, itinerari alpinistici, arrampicata, corsi e accompagnamenti professionali permettono di avvicinarsi a questo ambiente secondo capacità ed esperienza, affidandosi alle Guide Alpine e rispettando le condizioni della montagna.

La parete Est resta un ambiente di altissima montagna, severo e soggetto a rapidi cambiamenti: ogni ascensione richiede preparazione, attrezzatura adeguata e un’attenta valutazione delle condizioni.

Testo originale: Teresio e Daniela Valsesia.

Contenuto rielaborato e integrato sulla base della documentazione storica dedicata all’alpinismo di Macugnaga, alla parete Est del Monte Rosa e alle testimonianze conservate presso il Museo della Montagna e del Contrabbando.