L'abito tradizionale e le usanze Walser

L'abito tradizionale e le usanze Walser

Il costume di Macugnaga

 

Il costume tradizionale di Macugnaga è caratterizzato da quattro tipologie di abito: l’abito da lavoro - Wiarterock, l’abito intero - Ganzerock, l’abito della festa - Firterock e l’ abito di gala – Tracht.

L’Abito da lavoro - Wiarterock

Era probabilmente l’indumento femminile più diffuso e utilizzato in maniera pressoché analoga in tutte le Alpi, seppur con qualche variante di colore che dipendeva soprattutto dai tessuti che ciascuna donna Walser aveva a disposizione. Quello di Macugnaga era realizzato con modesta stoffa nera o di altri colori, nelle tonalità del grigio, blu, marrone, in tessuto pesante in inverno, più leggero in estate, sotto cui si indossava una camicia, senza pizzi e ricami, sempre con maniche lunghe, confezionata utilizzando pezze di biancheria smessa. Un grembiule di tela di cotone a fiorellini minuti tipo provenzale, prevalentemente in tinte scure, veniva allacciato in vita. Sul capo, in inverno, mettevano un fazzoletto di lana solitamente legato sotto il mento, in estate invece utilizzavano un copricapo in paglia, la “caplina”, che riparava dal sole, oppure un fazzoletto di cotone che riparava dal vento. La confezione veniva eseguita in casa ed aveva come unico obbiettivo quello di ridurre al minimo gli sprechi. Tutto ciò dava origine alla creazione di modelli a taglia unica, adattabile, che venivano tramandati di madre in figlia e che naturalmente erano via, via sempre più rappezzati

Abito intero - Ganzerock

Il Ganzerock è un abito relativamente recente, importato nei primi decenni del Novecento dalle giovani spose che stabilendosi a Macugnaga portarono con se anche il loro modo di vestire. Essendo un abito intero le macugnaghesi lo chiamarono in titsch, la lingua locale, ganzerock e lo indossavano nei giorni di festa, in alternativa al firterock. Le sue fattezze richiamavano gli abiti cittadini di allora, in tessuto di lana o cotone, spesso operato e dai colori sobri, aveva un ampia gonna arricciata e un corpino allacciato davanti e abbellito con guarnizioni di velluto o di pizzo. A volte il collo e i polsi erano arricchiti da un piccolo pizzo o da una semplice passamaneria. Un grembiule a fiori o rigato di tessuto operato, in tinta con l’abito completava l’insieme.

 

Abito della festa - Firterock

  

Lo indossavano la domenica o nelle feste minori e, quando si recavano a Messa, coprivano il capo con bellissimi fazzoletti di lana o cotone secondo le stagioni. Il Firterck era costituito da uno scamiciato confezionato con un tessuto locale detto Landtüch, nero, composto da una gonna a pieghe e un attillato corpino senza maniche con un ampia scollatura anteriore, sotto al quale indossavano una camicia a maniche lunghe con colletto a listino oppure con un pizzo molto basso, sopra la quale mettevano una pettorina decorata al centro da bottoncini o passamanerie. In vita mettevano un grembiule solitamente in tinta scura oppure blu chiaro a piccoli disegni. Un'altra tipologia di Firterck era composto da un vestito senza maniche con la gonna pieghettata nella parte anteriore e il bustino chiuso davanti da piccoli ganci. Lo indossavano con una camicia, bianca o con piccoli disegni, anch’esso in vita aveva un grembiule fantasia. Nelle medie stagioni, indossavano l’ Ermia, un giacchino in tessuto di lana o cotone o velluto, allacciato sul davanti.

 

Abito di gala - Tracht

E’ l’abito che le donne di Macugnaga indossavano solo nelle grandi occasioni, il giorno delle nozze e nelle ricorrenze religiose più solenni. E’ un abito che tutt’ora incute in chi lo possiede e lo indossa riverenza e rispetto. E’ composto da molti indumenti e accessori, tutti indispensabili che devono essere rigorosamente indossati seguendo uno schema ben preciso. Il primo indumento ad essere indossato è la Halbhamd - Camicia, in tela bianca o di canapa, di lino o cotone, con ai polsi e al collo un pizzo bianco fatto a mano. Segue il Liberock – Pettorina, l’elemento più prezioso e carico di significati di tutto il costume, ricamata in filo d’oro con motivi floreali o simbolici, in passato veniva realizzata in occasione del matrimonio e tramandata di generazione in generazione. Il Rock – Vestito è indossato sopra alla camicetta e alla pettorina, è composto da una gonna unita al bustino aderente e stretto in vita, senza maniche e con un’apertura anteriore che permette di ammirare le fattezze del ricamo della pettorina. Anticamente il tessuto era di Landtüch di colore nero adesso è di lana o cotone. Sopra al vestito si indossa il Foscher – Grembiule, il grembiule che per l’abito di gala è confezionato con stoffe preziose, come il taffetà di seta, lana morbida o cotone. Rispetto a quelli più antichi, i grembiuli odierni sono più ampi. Sopra al grembiule, in vita si annoda con un fiocco importante, il Bendal – Nastro, solitamente di seta a colori diversi, tinta unita o operato, oppure con motivi floreali. Anticamente pare che il colore del nastro indicasse la condizione anagrafica di chi lo indossava. Sopra a tutti questi capi si indossa il Wollihamd - Soprabito, lungo come il vestito, può essere di lana o di seta, spesso operata. Solitamente di colore nero, ma può essere anche marrone, viola o altri colori sobri. Aperto sul davanti permette di poter apprezzare l’insieme armonico della pettorina del grembiule, del nastro e dei gioielli. Particolarmente pregevole è la finitura posteriore, dove, una martingala arricchita da due importanti bottoni completa e copre la plissettatura che dona ricchezza alla parte posteriore della gonna. Come il ganzerock, anche il Karkji – Bolero è entrato a far parte dell’abbigliamento femminile macugnaghese solo nei primi decenni del Novecento, in alternativa al wollihamd, da indossare nelle occasioni meno importanti. Si tratta di un giacchino senza collo e con maniche lunghe, di velluto o tessuto di lana nero. Corto in vita e aperto sul davanti ha bordi squadrati o arrotondati ed è arricchito da passamaneria sui bordi e ai polsi. Completa il costume tradizionale, un Lumpji - Fazzoletto di damasco di seta in colori a contrasto e con lunghe frange che solo in tempi recenti viene posizionato su un braccio mentre in passato lo portavano in testa con acconciature particolari.

Ai piedi si indossano le Schu- Scarpe, attualmente indossate con moderne calze nere di fibra sintetica, anticamente erano calze di lana sottile o di seta. Ai piedi le calzature sono di pelle nera: “francesine” stringate alte o stivaletti con bottoncini. Completano il Tracht i Goldigi Dingji - Gioielli. Solitamente si tratta di una parure composta da: Hibalti-Girocollo, Kufu-Spilla, Uorolinke-Orecchini, Fingerli-Anello. Anticamente erano monili realizzati con l’oro delle miniere di Macugnaga, dalle fattezze particolari.

 

(Chi volesse approfondire l’argomento trova tutti i particolari sul libro “ Il Costume Walser di Macugnaga” edito dal Comitato della Comunità Walser di Macugnaga-Edizioni Grossi di Domodossola)

Testi di Beba Schranz