Le abitazioni Walser

Le abitazioni Walser

Le abitazioni Walser

Legno, pietra e ingegno: una casa pensata per abitare l’alta montagna e affrontarne il clima, le distanze e le stagioni.

Le antiche abitazioni Walser non erano semplicemente edifici, ma veri e propri organismi di vita e di lavoro. Ogni ambiente rispondeva a una necessità concreta: proteggere dal freddo, conservare gli alimenti, custodire il raccolto, accogliere gli animali e utilizzare con intelligenza il calore del focolare e l’esposizione al sole.

La loro architettura racconta la capacità dei Walser di adattarsi all’alta montagna attraverso una profonda conoscenza dei materiali locali, del clima e del territorio. Pietra e legno non erano scelti soltanto perché disponibili, ma impiegati nel punto e nel modo più adatti alla loro funzione.

Una tipologia caratteristica di Macugnaga

A Macugnaga, una delle più antiche colonie Walser a sud delle Alpi, prevalse una tipologia funzionale separata. L’abitazione vera e propria era distinta dagli edifici destinati alle attività agricole:

Das Hüs – la casa destinata alla vita familiare;

Der Gade e die Griecho – la stalla e il fienile;

Der Stadal – il granaio nel quale veniva conservata soprattutto la segale.

Mancava invece la dispensa isolata, indicata come der Speicher e presente in altre comunità Walser. Gli edifici rustici potevano sorgere accanto alla casa, ma anche trovarsi a una certa distanza, vicino ai campi, ai prati o ai percorsi utilizzati durante il lavoro agricolo.

Pietra in basso, legno in alto

Le parti inferiori degli edifici erano generalmente costruite in muratura di pietra, resistente all’umidità, al peso e al contatto con il terreno. Il legno, più leggero e isolante, era invece impiegato nei piani superiori, nei fienili, nei granai e nelle parti destinate a rimanere asciutte e ventilate.

Questa combinazione permetteva di sfruttare le proprietà naturali dei due materiali e di realizzare edifici solidi, riparabili e adatti alle forti escursioni termiche dell’ambiente alpino.

La costruzione a blockbau

Il fienile era costruito in legno con la tecnica del blockbau: robuste travi orizzontali venivano sovrapposte e incastrate agli angoli, formando pareti compatte senza bisogno di una vera intelaiatura portante. Gli incastri garantivano stabilità, mentre le fessure favorivano la circolazione dell’aria necessaria all’essiccazione e alla conservazione del fieno.

La disponibilità di legname nei boschi circostanti rendeva inoltre possibile sostituire o riparare singole parti dell’edificio utilizzando tecniche conosciute e tramandate dagli artigiani locali.

La stalla e il fienile

La stalla si trovava generalmente nella parte inferiore ed era costruita in pietra. Sopra di essa poteva sorgere il fienile in legno, separato dalla muratura mediante un’intercapedine ventilata.

Questa disposizione manteneva il foraggio lontano dall’umidità del terreno e favoriva il passaggio dell’aria. Allo stesso tempo, la vicinanza tra stalla e fienile rendeva più semplice alimentare gli animali durante l’inverno, quando neve e gelo potevano rendere difficili gli spostamenti.

I granai e i caratteristici pilastri “a fungo”

Il granaio, utilizzato in particolare per custodire la segale, doveva proteggere il raccolto dall’umidità e dagli animali. La costruzione in legno veniva quindi sollevata dal terreno mediante sostegni sormontati da larghe lastre di pietra.

Questi pilastri, per la loro forma spesso chiamati “a fungo”, interrompevano la risalita dell’umidità e rendevano più difficile l’accesso ai roditori. Lo spazio vuoto sotto la struttura permetteva inoltre all’aria di circolare liberamente.

L’ingresso poteva avvenire attraverso una scaletta mobile, che veniva rimossa quando non serviva, oppure mediante una scala in pietra conclusa da un piccolo pianerottolo separato dalla soglia.

Das Hüs: la casa della famiglia

L’abitazione sorgeva generalmente sopra un basamento in pietra. Nella parte inferiore si trovava la cantina, der Chälder, un ambiente fresco nel quale conservare gli alimenti. Talvolta era presente anche uno spazio dedicato alla lavorazione e conservazione del latte.

Il basamento isolava dal terreno le parti abitate e offriva una solida base alla struttura superiore. Le aperture erano contenute, così da limitare la dispersione del calore e proteggere gli interni dal vento e dalle temperature invernali.

La cucina e la Stube

Al piano dell’abitazione si trovavano la cucina con il focolare, chiamata das Firhus, e il soggiorno riscaldato, la Stube. I due ambienti erano collegati dal sistema di riscaldamento: la grande stufa in pietra ollare o steatite poteva essere alimentata dalla cucina, evitando che fumo, cenere e fuliggine entrassero nella stanza principale.

La Stube era il cuore caldo della casa. Qui la famiglia consumava i pasti, svolgeva i lavori domestici, conversava, pregava e ascoltava racconti e favole durante le lunghe sere d’inverno. Nelle giornate più fredde poteva diventare anche uno spazio nel quale riposare o dormire.

Il rivestimento ligneo e il volume raccolto dell’ambiente contribuivano a trattenere il calore. Nulla veniva sprecato: anche la disposizione delle stanze aiutava a concentrare la vita quotidiana nella parte più riparata e confortevole della casa.

La loggia, le camere e le dispense

Dalla cucina una scala conduceva al piano superiore e a una loggia di disimpegno esposta al sole. Su questo spazio si aprivano le camere da letto e gli ambienti destinati alla conservazione degli alimenti.

La dispensa per la carne, chiamata der Fleischspicher, poteva essere collocata sopra il focolare, sfruttandone il calore e il fumo. In alcune abitazioni esisteva anche un ulteriore piano in legno, utilizzato per custodire utensili, scorte e oggetti impiegati soltanto in determinati momenti dell’anno.

Arredi essenziali e spazi trasformabili

Gli interni erano sobri, ma tutt’altro che primitivi. Gli arredi dimostrano una notevole capacità di organizzare ambienti ridotti e adattarli alle diverse necessità della giornata.

letti inseriti in nicchie o dotati di rotelle;

tavoli pieghevoli che liberavano spazio quando non utilizzati;

• panche e cassapanche con più funzioni;

bracci girevoli per avvicinare o allontanare le pentole dal fuoco.

Ogni oggetto doveva essere durevole, facilmente riparabile e spesso capace di svolgere più funzioni. La casa Walser esprimeva così un’economia fondata sulla misura, sul riuso e sulla conoscenza pratica delle risorse disponibili.

Un’architettura legata al paesaggio

Le abitazioni, i granai, le stalle e i fienili formavano un sistema strettamente connesso ai campi, ai prati da sfalcio, ai boschi e agli alpeggi. La posizione degli edifici teneva conto dell’esposizione al sole, della pendenza del terreno, della disponibilità d’acqua e della necessità di proteggersi da vento, neve e valanghe.

Ancora oggi le antiche costruzioni di Macugnaga permettono di leggere nel paesaggio questo rapporto fra abitare, lavorare e custodire il territorio. Non rappresentano soltanto una particolare tecnica edilizia, ma il segno concreto di una civiltà capace di trasformare un ambiente severo in un luogo nel quale vivere stabilmente.

Osservare una casa Walser

Camminando tra le frazioni storiche di Macugnaga, prova a riconoscere il basamento in pietra, le pareti lignee a incastro, le logge soleggiate e i granai sollevati dal terreno: ogni dettaglio conserva la memoria di una precisa funzione.

Fonti e approfondimenti

Testo rielaborato e approfondito a partire dai contenuti dello Sportello Walser, dal testo di Beba Schranz e dalle informazioni tratte da una scheda del Museo Walser di Macugnaga curata da Laura Castagno.