Chiese minori della Valle Anzasca
Le chiese minori della Valle Anzasca
Oratori, cappelle e piccoli luoghi di culto custodiscono nelle frazioni e lungo gli antichi percorsi una delle testimonianze più diffuse della fede delle comunità anzaschine.
Non soltanto grandi chiese parrocchiali e santuari. La Valle Anzasca è disseminata di piccoli edifici religiosi sorti nei paesi, nelle frazioni, lungo le antiche mulattiere e persino sugli alpeggi. Sono oratori, cappelle votive e chiesette che raccontano una religiosità profondamente legata alla vita quotidiana delle comunità di montagna.
Per secoli questi luoghi non furono semplici edifici di culto: accompagnavano la vita delle piccole comunità, offrivano un riferimento religioso agli abitanti delle frazioni più lontane dalle parrocchiali e segnavano percorsi, alpeggi e luoghi particolarmente significativi del territorio.
Oggi costituiscono un patrimonio diffuso, spesso appartato e sorprendente. Cercarli significa anche entrare nei nuclei storici della valle, percorrere vecchie vie e raggiungere località che conservano ancora l'impronta dell'antico paesaggio anzaschino.
Calasca Castiglione
Il territorio di Calasca Castiglione possiede un patrimonio religioso particolarmente diffuso. Accanto alla Cattedrale tra i boschi, al Santuario della Madonna della Gurva e alla Parrocchiale di San Gottardo si incontrano numerosi piccoli oratori distribuiti nelle frazioni e lungo gli antichi percorsi.
Tra questi si ricordano l'Oratorio del Ri, nei pressi del Rio Scarpignano, l'oratorio di Sassello, in posizione panoramica a quasi 1.000 metri di quota, e l'Oratorio di Barzona, dedicato a San Carlo Borromeo e considerato la più antica chiesa dell'attuale parrocchia di Calasca. Altri luoghi di culto si trovano a Calasca Dentro, Quaggiui, Vigino, Colombetti, Ielmala, Molini, Porcareccia, Olino e Drocala. Lungo la vecchia viabilità religiosa si incontra inoltre la cappella di Fontana Fredda, dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, sulla mulattiera verso Pecciola.
Bannio Anzino
Anche Bannio Anzino conserva una fitta rete di edifici religiosi. Alle grandi testimonianze della Parrocchiale di San Bartolomeo, del Santuario della Madonna della Neve e del Santuario di Sant'Antonio di Padova ad Anzino si affiancano chiese e oratori legati alle singole comunità.
A Pontegrande sorge la chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo, mentre a Bannio si trovano la seicentesca Chiesa di Santa Maria Annunziata e l'antica Chiesa di Santa Marta, oggi sconsacrata e legata al percorso museale dedicato al patrimonio immateriale della comunità.
La presenza religiosa raggiunge anche gli alpeggi: a Soi, immersa nel paesaggio montano, sorge la chiesetta dedicata a San Bernardo di Aosta, tradizionalmente legata alla festa dell'alpe. Ad Anzino, inoltre, la devozione popolare si intreccia con antichi percorsi religiosi e con la storia dei pellegrinaggi che hanno nel Santuario di Sant'Antonio uno dei principali riferimenti della valle.
Vanzone con San Carlo
A Vanzone con San Carlo chiese e oratori formano una vera rete distribuita tra i due centri principali e le numerose frazioni. A Vanzone, accanto alla Parrocchiale di Santa Caterina, sorgono l'Oratorio dei Santi Rocco e Michele e l'Oratorio dell'Annunziata, antica chiesa parrocchiale che conserva al suo interno affreschi settecenteschi del pittore valsesiano Lorenzo Peracino.
Nelle frazioni si incontrano la Chiesa dei Santi Giulio e Filippo a Pianezza, l'Oratorio di San Giuseppe a Ronchi Dentro, costruito nel Settecento, e l'Oratorio di Santa Lucia e San Ignazio da Loyola a Roletto, ultimato nel 1740.
A Valleggio sorge invece l'Oratorio della Madonna d'Oropa, nato per iniziativa privata, mentre sopra San Carlo, all'Alpe Ronco, si trova l'Oratorio della Madonna del Ronco. Piccoli edifici che permettono di leggere la storia religiosa del territorio insieme a quella delle sue frazioni.
Ceppo Morelli
Nel territorio di Ceppo Morelli il principale edificio religioso è la Parrocchiale di San Giovanni Battista, ma anche qui la presenza di piccoli luoghi di culto accompagna le frazioni e gli antichi insediamenti.
A Croppo sorge il Santuario dedicato alla Natività di Maria Santissima, documentato in un inventario del 1617. Nel sottosuolo conserva una particolare cripta, conosciuta localmente come luogo nel quale, nei mesi invernali, potevano essere custoditi temporaneamente i defunti quando le condizioni rendevano difficoltoso il trasferimento verso gli antichi luoghi di sepoltura.
Altri piccoli edifici sacri testimoniano la diffusione della devozione anche nelle località più appartate: a Borgone l'oratorio è dedicato ai Santi Innocenti, mentre nella frazione montana di Mondelli sorge l'Oratorio della Madonna della Neve. Anche qui chiese e cappelle diventano parte integrante della scoperta dei nuclei storici e del paesaggio della valle.
Una geografia della devozione
La distribuzione di questi edifici racconta qualcosa di essenziale della storia della Valle Anzasca. Le comunità erano suddivise tra paesi, frazioni e alpeggi e gli spostamenti avvenivano lungo mulattiere che oggi percorriamo soprattutto per piacere. Una cappella lungo il cammino, un oratorio nel piccolo nucleo abitato o una chiesa sull'alpe erano punti di riferimento spirituali ma anche elementi familiari del paesaggio quotidiano.
Scoprire le chiese minori
Molti di questi piccoli edifici non hanno un'apertura regolare e possono essere visitabili soltanto in occasione di celebrazioni, feste patronali o particolari iniziative. Anche quando l'interno non è accessibile, raggiungerli permette di scoprire frazioni, antiche mulattiere e angoli meno conosciuti della Valle Anzasca, trasformando la ricerca delle piccole chiese in un itinerario tra arte, storia, fede e paesaggio.