Santuario della Madonna della Gurva
Calasca Castiglione
Santuario della Madonna della Gurva
Fede, mistero e devozione sulle rive del torrente Anza
Unico, misterioso e profondamente legato alla devozione popolare della Valle Anzasca, il Santuario della Madonna della Gurva, nel territorio di Calasca Castiglione, è uno dei luoghi di culto più suggestivi della valle. Insieme alla grande Parrocchiale di Sant’Antonio Abate di Antrogna, conosciuta come Cattedrale tra i boschi, rappresenta una delle testimonianze più significative della storia religiosa di Calasca.
Un santuario tra roccia e acqua
Ciò che rende immediatamente riconoscibile la Gurva è soprattutto il luogo nel quale il Santuario è stato costruito: a ridosso di un enorme masso e sopra la profonda forra scavata dal torrente Anza. La chiesa sembra quasi inserirsi fra la roccia, il pendio e le acque, creando uno degli scorci più singolari dell’architettura religiosa ossolana.
Prima dell’attuale edificio esisteva qui una piccola cappella con un’immagine della Madonna delle Grazie. Il grande blocco roccioso che ancora oggi caratterizza il luogo si trovava certamente nella posizione attuale già nel 1635. La sua presenza e il rapporto quasi incredibile con l’antica cappella alimentarono nel tempo racconti, interrogativi e interpretazioni devozionali.
Il mistero del grande masso
Da dove proviene il gigantesco blocco di pietra? Quando raggiunse questa posizione? Sono domande alle quali non è possibile dare una risposta documentaria definitiva. La tradizione locale ha però legato strettamente la presenza della roccia alla storia religiosa della Gurva.
Secondo una ricostruzione riportata da don Luigi Tagliacarne, parroco di Calasca alla fine dell’Ottocento, il masso sarebbe precipitato dai monti soprastanti fermandosi miracolosamente prima di distruggere la cappelletta e senza danneggiare il vicino ponte. L’episodio venne interpretato dalla devozione popolare come un segno della protezione della Vergine.
La peste e la devozione alla Madonna delle Grazie
Un’altra tradizione, ricordata dallo storico calaschese Agostino Sandretti, collega invece la crescita della devozione alla Madonna della Gurva alla terribile epidemia di peste che colpì anche l’Ossola negli anni 1629-1630.
Secondo questa ricostruzione, gli ammalati sarebbero stati allontanati dai nuclei abitati per limitare il contagio e confinati oltre il ponte, nelle vicinanze della cappelletta. La preghiera davanti all’immagine della Vergine sarebbe diventata per loro conforto e speranza; la fine dell’epidemia e la sopravvivenza di alcuni contagiati contribuirono quindi, nella memoria della comunità, a rafforzare la devozione verso la Madonna delle Grazie.
I fatti prodigiosi e la nascita del Santuario
Alla Gurva la memoria religiosa conserva anche il racconto di diversi fatti ritenuti prodigiosi avvenuti presso l’antica cappella, tra i quali il trasudamento di sangue dall’immagine della Madonna. Questi episodi, insieme alla crescente devozione popolare, portarono alla decisione di ampliare il piccolo luogo di preghiera e costruire un vero santuario attorno all’edicola originaria.
Architettura e testimonianze di fede
Il Santuario presenta una struttura raccolta, a navata unica con presbiterio. L’edificio venne costruito inglobando l’antico luogo di culto e adattandosi alla difficile conformazione del terreno e alla presenza dell’enorme masso.
Sul lato destro è ancora conservata la cappella originaria con l’antico affresco della Madonna, cuore della devozione che precedette la costruzione del Santuario. Accanto a questa testimonianza più antica si sviluppò nei secoli una tradizione mariana profondamente radicata nella comunità calaschese.
La Madonna Assunta
Nel Santuario è custodita anche la preziosa statua lignea settecentesca della Madonna Assunta, attribuita alla tradizione artistica dei Lanti di Macugnaga. È questa immagine a essere protagonista delle solenni celebrazioni estive e della processione legata alla festa dell’Assunta.
La statua venne solennemente incoronata nel 1861 dal vescovo di Novara Giacomo Filippo Gentile. L’incoronazione fu successivamente rinnovata nel 1945, al termine della Seconda guerra mondiale, e nel 1961. Nel 2025 la comunità ha rinnovato ancora una volta questo antico gesto di devozione con una nuova corona.
La storia del Santuario della Gurva
1629-1630 – La peste colpisce anche l’Ossola; la tradizione locale collega a questi anni la crescita della devozione verso la Madonna delle Grazie.
1635 – Il grande masso è documentato nella posizione che ancora oggi caratterizza il Santuario.
15 agosto 1641 – Viene inaugurato solennemente il Santuario della Gurva con la partecipazione delle Milizie e della popolazione.
XVIII secolo – Alla devozione per l’antico affresco si affianca quella per la statua lignea della Madonna Assunta.
1861 – La statua viene solennemente incoronata dal vescovo di Novara Giacomo Filippo Gentile.
1945 e 1961 – L’incoronazione della Madonna viene rinnovata in due importanti celebrazioni della comunità.
2025 – Una nuova incoronazione rinnova il secolare legame tra la Madonna della Gurva e la comunità di Calasca.
La Madonna della Gurva e la Milizia Tradizionale di Calasca
Il 15 agosto 1641, giorno dell’inaugurazione del Santuario, le Milizie presero parte ai solenni festeggiamenti. Da allora la presenza della Milizia Tradizionale di Calasca è diventata uno degli elementi più caratteristici delle celebrazioni dedicate alla Madonna.
L’antica formazione, nata nel contesto delle milizie territoriali seicentesche, ha progressivamente trasformato il proprio ruolo militare in una funzione cerimoniale e religiosa. Ancora oggi accompagna le principali feste estive di Calasca e presta la propria guardia d’onore durante le celebrazioni mariane.
La Festa dell’Assunta
Il momento più importante dell’anno rimane il 15 agosto, quando il Santuario celebra la Madonna Assunta. La statua viene portata solennemente in processione e la Milizia Tradizionale di Calasca accompagna le funzioni secondo un cerimoniale che lega fede, storia e identità della comunità. È una delle manifestazioni religiose più caratteristiche della Valle Anzasca e testimonia la continuità di una devozione nata oltre quattro secoli fa.
Un luogo sospeso tra storia e mistero. Alla Gurva la forza dell’acqua, l’enorme roccia, l’antica cappella e il Santuario costruito quasi a sfidare il pendio formano un insieme unico. Al di là delle interpretazioni nate nei secoli, rimane intatto il significato che questo luogo conserva per Calasca: oltre quattrocento anni di fede, memoria e devozione alla Madonna.