Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista (Sec. XVI)
Ceppo Morelli
Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista
Arte, fede e memoria nel cuore di Ceppo Morelli
Nel cuore di Ceppo Morelli, affacciata sulla piazza principale del paese, sorge la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, uno degli edifici religiosi più significativi della media Valle Anzasca.
La sua storia è strettamente legata alla nascita della comunità parrocchiale locale, costituita all'inizio del Seicento. Tra le sue mura si conservano opere, reliquie e testimonianze che raccontano oltre quattro secoli di fede e di vita della valle.
Una chiesa nata con la nuova parrocchia
La chiesa venne costruita intorno al 1600, negli anni immediatamente precedenti alla costituzione della nuova parrocchia di Ceppo Morelli. Le fonti storiche ricordano infatti l'edificio come già esistente al momento dell'erezione parrocchiale del 1603.
Nel settembre di quell'anno il vescovo di Novara Carlo Bascapè, durante una visita pastorale in Valle Anzasca, accolse le richieste delle 125 famiglie di Ceppo Morelli, Borgone, Prequartera, Campioli e Mondelli, che chiedevano una comunità religiosa autonoma rispetto alla parrocchia di Vanzone.
La separazione venne poi confermata con decreto vescovile del 25 novembre 1603. Da quel momento la chiesa di San Giovanni Battista divenne il principale punto di riferimento religioso della nuova parrocchia.
La consacrazione
La chiesa fu solennemente consacrata il 25 giugno 1759 dal vescovo Marco Aurelio Balbis Bertone. L'edificio si presenta a tre navate e conserva forme tradizionalmente ricondotte al gusto rinascimentale, con proporzioni particolarmente importanti rispetto al piccolo abitato alpino che la circonda.
Arte e decorazione
L'interno custodisce diverse opere di interesse storico e artistico. Tra gli elementi più significativi figurano l'artistico pulpito, il maestoso altare maggiore e l'apparato decorativo che caratterizza le tre navate.
Nel 1900 la chiesa venne dipinta dal pittore Giuseppe De Giorgi, originario di Ceppo Morelli, che lasciò così nella parrocchiale una testimonianza dell'arte locale tra Ottocento e Novecento.
L'edificio rappresenta quindi non soltanto un luogo di culto, ma anche uno dei principali scrigni della memoria artistica e religiosa della comunità.
La Spina della Corona e le reliquie
Particolarmente preziosa è l'urna rivestita in lamine d'argento, dono di Monsignor Della Zoppa. Secondo le fonti locali custodisce una Spina della Corona di Cristo insieme a più di cento reliquie: un patrimonio devozionale di grande importanza, testimonianza del ruolo assunto dalla parrocchiale nei secoli.
L'Immacolata giunta da Pavia
Tra le opere più interessanti conservate nella chiesa spicca la statua lignea dell'Immacolata, giunta a Ceppo Morelli da Pavia nel 1726, quindi molto prima della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione avvenuta nel 1854.
La sua presenza testimonia anche gli antichi rapporti tra la Valle Anzasca e le città della pianura, legami alimentati nei secoli dalle migrazioni stagionali e dal lavoro degli abitanti della valle fuori dal territorio alpino.
Studi storico-artistici hanno collegato la scultura all'ambito dello scultore lombardo Giuseppe Sala e alla devozione degli emigranti anzaschini attivi a Pavia.
Nel 1865 la statua venne solennemente incoronata dal vescovo Giovanni Battista Gentile, confermando la profonda devozione della comunità verso l'Immacolata.
Il grande Crocifisso ligneo
Al patrimonio religioso della parrocchiale appartiene anche un importante Crocifisso ligneo del 1797, opera dello scultore Giovan Pietro Vanni di Viganella. Donato alla chiesa da Carlo Della Longa, nel corso del tempo fu trasferito in differenti collocazioni. Successive ricerche storiche ne hanno permesso il riconoscimento e la valorizzazione.
Una parrocchia sostenuta dalla comunità
I documenti relativi alla separazione da Vanzone permettono di conoscere anche alcuni aspetti della vita quotidiana della Valle Anzasca nel Seicento. Alla nuova parrocchia venne imposto di versare annualmente 193 lire al curato di Vanzone, mentre ciascuna famiglia doveva contribuire al sostentamento del proprio parroco.
Il contributo comprendeva un'emina di miglio, un quartarone di segale, un fascio di legna, oltre alla decima dei capretti, agli emolumenti straordinari e alla disponibilità dell'abitazione per il sacerdote.
Era inoltre previsto un tributo annuale di 40 soldi alla chiesa di Pieve Vergonte, memoria dell'antico legame con quella che fu la prima chiesa matrice della Valle Anzasca.
San Giovanni Battista è il patrono di Ceppo Morelli e viene celebrato il 24 giugno. La chiesa che porta il suo nome continua ancora oggi a rappresentare uno dei luoghi nei quali storia, arte e devozione raccontano più chiaramente l'identità della comunità e della Valle Anzasca.