Chiesa di San Gottardo Vescovo
Calasca Castiglione
Chiesa Parrocchiale di San Gottardo Vescovo
Castiglione Ossola · Calasca Castiglione
Nel cuore dell’antico borgo di Castiglione Ossola, la Chiesa Parrocchiale di San Gottardo Vescovo racconta oltre cinque secoli di storia religiosa e comunitaria della bassa Valle Anzasca. Le sue origini sono legate all’antica comunità di Drocala, mentre l’edificio, ampliato e trasformato nel corso dei secoli, conserva testimonianze artistiche, architettoniche e devozionali di particolare interesse.
Le origini della parrocchia
Castiglione è documentata già nel Medioevo come parte della comunità di Drocala, antico insediamento della Valle Anzasca. Una tappa fondamentale avvenne nel 1490, quando la comunità ottenne la separazione dalla chiesa madre di Pieve Vergonte, allora conosciuta come Pietrasanta.
Nacque così la Parrocchia autonoma di Castiglione, la cui chiesa venne dedicata a San Gottardo Vescovo. L’oratorio originario costituì il primo nucleo dell’edificio che, attraverso successivi ampliamenti e trasformazioni, avrebbe assunto l’aspetto della parrocchiale attuale.
Dal Cinquecento al Settecento
La chiesa fu interessata da diversi interventi di ampliamento, particolarmente importanti nel corso del Seicento. Alla fine del Cinquecento risale invece la costruzione dell’imponente campanile, che ancora oggi caratterizza il profilo del borgo.
Nel XVIII secolo il complesso venne ulteriormente arricchito con la realizzazione del portico e del vicino ossario barocco. Alla chiesa è inoltre affiancato l’Oratorio di Santa Marta, sistemato nella forma attuale durante lo stesso secolo e disposto parallelamente alla parrocchiale, quasi a costituire con essa un unico complesso religioso.
La piazza e il sagrato
Fu soprattutto nel XIX secolo che lo spazio intorno alla chiesa assunse la configurazione che ancora oggi lo caratterizza. Il cimitero venne definitivamente trasferito dietro l’edificio religioso e fu sistemato l’ampio sagrato.
Un elemento particolarmente elegante è la balaustra in granito rosa di Baveno, che delimita e accompagna armoniosamente lo spazio della piazza, contribuendo all’aspetto monumentale dell’intero complesso.
San Cristoforo e l’antica strada della Valle Anzasca
Sulla facciata esterna meridionale della chiesa si conserva un’importante testimonianza del rapporto tra il luogo sacro e le antiche vie di comunicazione: il dipinto raffigurante San Cristoforo, datato 1561.
La presenza del santo protettore dei viandanti non è casuale. In passato proprio da questo lato transitava l’antica via di accesso alla Valle Anzasca. L’immagine del santo accompagnava quindi idealmente chi entrava o usciva dalla valle, affidando il viaggio alla sua protezione.
Una chiesa costruita dalla comunità
L’interno della parrocchiale, ricco ed elegante, è il risultato dei numerosi interventi realizzati nel corso dei secoli grazie anche al sostegno della popolazione locale. Alla fine dell’Ottocento la parrocchia contava oltre un migliaio di fedeli, testimonianza di una comunità allora numerosa e vitale.
Successivamente la popolazione diminuì, anche per effetto dell’emigrazione che interessò profondamente le vallate ossolane. Castiglione fu particolarmente legata alla tradizione dei peltrai e dei lattonieri: artigiani specializzati che portarono il proprio mestiere in numerose regioni italiane e anche all’estero.
Il Beato don Giuseppe Rossi
La Chiesa di San Gottardo è oggi profondamente legata alla memoria del Beato don Giuseppe Rossi, parroco di Castiglione dal 1938 e martire durante gli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale.
Don Giuseppe Rossi nacque a Varallo Pombia nel 1912 e fu ordinato sacerdote nel 1937. L’anno successivo arrivò a Castiglione, dove svolse il proprio ministero fino al 26 febbraio 1945, giorno della sua uccisione.
Dal 1991 le sue spoglie mortali sono custodite nella Chiesa di San Gottardo.
Riconosciuto martire dalla Chiesa, don Giuseppe Rossi è stato proclamato Beato il 26 maggio 2024 nella Cattedrale di Novara. La parrocchiale di Castiglione è così divenuta un luogo particolarmente significativo per quanti desiderano conoscere la sua figura e raccogliersi in preghiera presso la sua tomba.
La storia della Chiesa di San Gottardo
1490
La comunità di Drocala ottiene la separazione dalla chiesa madre di Pieve Vergonte e nasce la Parrocchia autonoma di Castiglione, dedicata a San Gottardo Vescovo.
Fine XVI secolo
Viene costruito l’imponente campanile.
1561
Viene realizzato il dipinto di San Cristoforo sulla parete esterna meridionale della chiesa.
XVII secolo
L’antico edificio religioso viene interessato da importanti ampliamenti.
XVIII secolo
Vengono realizzati il portico, l’ossario barocco e l’assetto attuale dell’Oratorio di Santa Marta.
XIX secolo
Il cimitero viene trasferito dietro la chiesa e la piazza assume la configurazione attuale, con il sagrato e la balaustra in granito rosa di Baveno.
1991
Le spoglie di don Giuseppe Rossi vengono traslate nella Chiesa di San Gottardo.
26 maggio 2024
Don Giuseppe Rossi viene proclamato Beato nella Cattedrale di Novara.
Fede e tradizioni
La parrocchiale continua a essere il centro delle principali ricorrenze religiose di Castiglione. Tra le tradizioni più caratteristiche figura la Festa dei Re Magi, detta anche “dul Bambin”, celebrata la domenica successiva all’Epifania e legata a uno dei più antichi presepi viventi della Val d’Ossola.
Le principali ricorrenze
Domenica dopo l’Epifania – Festa dei Re Magi o “dul Bambin”
4 maggio – Festa patronale di San Gottardo
Rogazioni – Tradizionale percorso verso la località di Drocala
16 agosto – Festa di San Rocco, compatrono
La Chiesa di San Gottardo è molto più di un edificio religioso: attraverso il borgo, l’antica strada della valle, le tradizioni degli emigranti e la memoria del Beato don Giuseppe Rossi, conserva una parte importante della storia di Castiglione e dell’intera Valle Anzasca.