Cattedrale tra i boschi
Calasca Castiglione
La Cattedrale tra i boschi
La Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate ad Antrogna, uno dei monumenti religiosi più imponenti della Valle Anzasca
Nel cuore di Antrogna, frazione di Calasca Castiglione, sorge la monumentale Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate, conosciuta come “Cattedrale tra i boschi”. Le dimensioni inconsuete per una chiesa di montagna, la grande cupola e la posizione immersa nel paesaggio della Valle Anzasca ne fanno uno degli edifici religiosi più imponenti e riconoscibili dell’Ossola.
Una grande chiesa per Calasca
La presenza di un edificio religioso dedicato a Sant’Antonio Abate ad Antrogna è precedente all’attuale parrocchiale. La chiesa più antica venne ampliata nel corso dei secoli, fino alla decisione di costruire un nuovo edificio capace di rispondere alle esigenze della comunità.
La prima pietra della nuova parrocchiale a tre navate fu posta nel 1791 e i lavori furono portati a compimento nel 1797.
Le due date sono ancora ricordate dalle iscrizioni poste sopra le porte laterali: “Coeptum anno 1791” e “Perfectum anno 1797”, testimonianza diretta delle principali fasi di costruzione dell’edificio.
Architettura e struttura
L’edificio presenta una grandiosa struttura a tre navate, con ampio transetto, presbiterio e coro monumentali.
Le navate sono sostenute da sei colonne in pietra e due poderosi pilastri, che conferiscono all’interno un ritmo solenne e accentuano la monumentalità dello spazio.
Sopra l’incrocio tra navata e transetto si innalza la grande cupola, uno degli elementi più caratteristici della parrocchiale e uno dei principali riferimenti visivi del nucleo di Antrogna.
Pietra, piode e una facciata monumentale
L’esterno conserva il carattere tipico dell’architettura ossolana: le murature sono prevalentemente in pietra a vista e la copertura è realizzata in piode.
La facciata principale è preceduta da un ampio portico aperto da cinque archi a tutto sesto. Nel registro superiore si trovano il grande finestrone centrale e due nicchie, mentre quattro lesene sostengono il frontone triangolare, affiancato da volute.
Nella parte alta del frontespizio compaiono le lettere D.O.M., abbreviazione di Deo Optimo Maximo. Sopra il portale centrale, l’iscrizione “Divo Antonio Magno populus Calaschae” ricorda la dedicazione della chiesa a Sant’Antonio Abate da parte della comunità di Calasca.
Arte e spiritualità
All’interno, l’ampiezza degli spazi e lo slancio delle navate sono accompagnati da decorazioni, sculture, marmi, affreschi e vetrate.
L’insieme conferisce alla parrocchiale un carattere solenne, nel quale la monumentalità dell’architettura si unisce alla funzione religiosa e devozionale che la chiesa conserva ancora oggi per la comunità di Calasca.
Il monumentale organo Mentasti
Sulla cantoria, sopra l’ingresso, si trova il grande organo dei Fratelli Mentasti, realizzato nella seconda metà dell’Ottocento. Lo strumento costituisce una delle testimonianze artistiche e musicali più significative conservate all’interno della parrocchiale ed è stato oggetto di restauro.
Il campanile più alto della Val d’Ossola
Poco più in alto rispetto alla chiesa si innalza lo spettacolare campanile in pietra a vista, costruito tra il 1688 e il 1693.
La torre fu realizzata dal capomastro Lorenzo Battaglia di Arcisate e appartiene quindi a una fase precedente rispetto alla costruzione dell’attuale parrocchiale.
Con i suoi 67,63 metri di altezza è considerato il campanile più alto della Val d’Ossola e costituisce uno degli elementi più riconoscibili del panorama di Calasca.
San Valentino e la devozione della comunità
La chiesa custodisce le reliquie di San Valentino martire, provenienti dalle catacombe di Roma. La devozione al Santo rappresenta uno degli elementi più importanti della tradizione religiosa locale.
Accanto alle celebrazioni dedicate a San Valentino, particolare importanza conserva la festa patronale di Sant’Antonio Abate, celebrata il 17 gennaio. Le ricorrenze religiose mantengono vivo il legame tra la parrocchiale, la storia di Calasca e la sua comunità.
La Cattedrale tra i boschi nel tempo
1688–1693 – Viene costruito il grande campanile in pietra, opera del capomastro Lorenzo Battaglia di Arcisate.
1791 – Viene posta la prima pietra della nuova Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate.
1797 – I lavori principali della nuova parrocchiale vengono portati a compimento.
Seconda metà del XIX secolo – Viene realizzato il monumentale organo dei Fratelli Mentasti, successivamente restaurato.
Una cattedrale nel paesaggio della Valle Anzasca
La monumentalità della chiesa contrasta in modo suggestivo con il carattere raccolto del nucleo di Antrogna e con il paesaggio boscoso che la circonda.
Proprio questo rapporto tra architettura, pietra e ambiente alpino ha reso celebre l’appellativo di “Cattedrale tra i boschi”: un nome che sintetizza efficacemente il ruolo della parrocchiale come uno dei luoghi simbolo di Calasca e dell’intera Valle Anzasca.
Da osservare durante la visita
- la grande cupola che domina il complesso;
- il portico della facciata con cinque archi a tutto sesto;
- le sei colonne in pietra e i grandi pilastri interni;
- le iscrizioni che ricordano l’inizio e il completamento della costruzione;
- il monumentale organo dei Fratelli Mentasti;
- le reliquie di San Valentino martire;
- il grande campanile seicentesco, alto 67,63 metri.
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